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L’INIZIO DEL CONTAGIO 

Un anno fa il primo italiano positivo un giovane ricercatore di Luzzara

El.Pe.
Un anno fa il primo italiano positivo un giovane ricercatore di Luzzara

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luzzara. Era il 6 febbraio 2020. Esattamente un anno fa. Eppure, dopo l’anno che è passato, sembra appartenere a un’epoca davvero molto più remota la notizia del primo italiano contagiato dal coronavirus: un ricercatore di Luzzara, che si trovava in vacanza in Cina.

La notizia era stata data durante la trasmissione di Rete 4 “Dritto e Rovescio”. La voce era quindi rimbalzata rapidamente sui social, con l’eco ben presto di tutti i media nazionali che si trovavano a fronteggiare il primo caso italiano di Covid. La conferma venne data da Andrea Costa, allora sindaco sulla sua pagina Facebbok: «Confermo la notizia che il primo italiano contagiato dal Coronavirus è un ragazzo di Luzzara. Ho sentito il padre che è in contatto con lui. Era in Cina per motivi di svago, e da lì è stato direttamente rimpatriato con tutte le misure precauzionali del caso».

Il giovane, allora 29enne, rientrò in Italia con un volo organizzato dalla Farnesina (e su cui viaggiavano anche dei lavoratori del distretto ceramico reggiani e modenesi); non appena emerse che era positivo venne portato all’ospedale Spallanzani di Roma dal villaggio militare della Cecchignola, dove con gli altri connazionali era in quarantena.

La famiglia è molto conosciuta in paese, ma ha sempre voluto tenere un profilo basso sulla vicenda e non ha mai voluto rilasciare dichiarazioni, nemmeno in questi giorni, contattata per l’anniversario.

Il giovane, peraltro, non vive nella Bassa da tempo, ma risiede all’estero. Quello che si seppe poi è che si trovava in Cina per un viaggio con la fidanzata cinese, in visita alla famiglia proprio a Wuhan da dove tutto partì. Avrebbero dovuto proseguire per un’altra meta turistica, ma la Cina prima e il mondo poi vennero sconvolti dalla pandemia.

Il giovane accusò per fortuna sintomi lievi: qualche linea di febbre, un accenno di congiuntivite, dissero per lui i bollettini dei medici che davanti allo Spallanzani si ripetevano ogni giorno. Per l’Italia l’incubo Covid iniziò così. —

El.Pe.

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