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Amianto, in un anno rimossi quasi diecimila metri quadrati

Adriano Arati
Amianto, in un anno rimossi quasi diecimila metri quadrati

Dal 2014 bonificato il 75% del totale stimato della sostanza pericolosa  In questi anni sono stati identificati 162 siti, per un’area totale di 200mila metri

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Adriano Arati

CASALGRANDE. Altri diecimila metri quadrati di amianto rimosso e isolato dagli edifici casalgrandesi. Anche nell’anno appena concluso, nonostante le difficoltà logistiche del periodo, l’Ufficio tecnico del Servizio ambiente del Comune di Casalgrande ha proseguito l’azione avviata nel 2014 per eliminare dal proprio territorio gli infissi in Eternit, il materiale isolante a base di amianto per decenni utilizzato per la costruzione di capannoni ed edifici assortiti, scelto per la sua resistenza e la sua capacità di resistere alle temperature elevate e alle fiamme.

Dagli anni ’80 è emerso come l’amianto abbia un elevato potenziale cancerogeno: le particelle inalate della polvere del materiale possono aumentare, e non poco, la possibilità di tumori all’area polmonare. Una vicenda dolorosissima, segnata da un processo contro la multinazionale Eternit mai realmente concluso e da tante vittime anche nel Reggiano, in particolare a Rubiera e Correggio, a lungo sedi di stabilimenti produttivi. Il Comune Casalgrande, nel cuore del comprensorio ceramico, si è trovato con il problema dello smaltimento delle migliaia di coperture e infissi utilizzati per costruire complessi produttivi, e non solo, nei periodi della grande crescita economica.

Uno sviluppo fortissimo, che ha reso la vallata del Secchia un’area fra le più ricche d’Italia, ma ha comportato anche uno sfruttamento intensivo del territorio disponibile. Nel decennio da poco concluso a Casalgrande è partito un percorso di mappatura e rimozione delle tracce di eternit presenti fra muri, pareti e sottotetti; un tracciamento che mette insieme dati catastali e verifiche nel campo. Il lavoro è ancora lontano da una conclusione, a sottolineare quanto massiccia sia stata l’espansione edilizia necessaria a fronteggiare le continue richieste di spazio e strutture del tessuto economico. Dal 2014 il Comune organizza attività annuali di messa in sicurezza dei blocchi di amianto, che se integri non rappresentano un pericolo concreto, proprio per arrivare alla rimozione completa e per intervenire in siti dove parti frammentate, in grado di generare pulviscolo, potrebbero diventare una minaccia per la salute collettiva.

L’elenco prevede in totale 162 siti casalgrandesi con presenze di amianto registrato; di questi, 102 sono stati interamente rimossi in maniera adeguata, “liberando” le loro sedi da ogni rischio. La prima ricerca del 2014 parlava di 133 siti con amianto, per un’area complessiva di 213.627 metri quadrati. Una successiva indagine ha ridotto parzialmente la cifra, che rimane comunque elevatissima, con 195.432 metri quadri a rischio, accrescendo invece la cifra dei siti individuati. Nel corso del 2020 la bonifica ha permesso di estrarre 9.800 metri quadrati di amianto: una quantità notevole che, “tradotta” in peso, è pari a 172 tonnellate. Nel 2019 le cifre erano ancora più elevate: 14.417 metri quadrati di amianto, l’equivalente di 252 tonnellate di materiale. Dall’inizio delle operazioni alla fine del 2020, si parla di 151.004 metri quadrati, per un peso di 2.642 tonnellate teoriche, bonificato dai 162 siti, circa il 75% del totale presunto.

Il Servizio ambiente è sempre a disposizione per raccogliere segnalazioni da privati cittadini su infissi nelle loro proprietà, e per fornire informazioni sulle procedure di smaltimento. Uno dei temi delicati è proprio questo: le corrette manovre per le bonifiche hanno costi elevati, e in passato non sono mancati i casi di “silenzi interessati” o di “smaltimenti” in autonomia di inerti, abbandonati in fossi, boschi e rive. —

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