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Il Distretto digitale guarda al futuro «Spazi adeguati alle ex Reggiane»

Evaristo Sparvieri
Il Distretto digitale guarda al futuro «Spazi adeguati alle ex Reggiane»

Di Gregorio, direttore Unindustria, fa il punto sul nuovo piano «Nel Parco dell’Innovazione si completerebbe il progetto»

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Evaristo Sparvieri

REGGIO EMILIA. Si può cominciare prestissimo, già alle elementari, quando all’alfabetizzazione tradizionale si può affiancare l’Abc del digitale e della robotica, attraverso i laboratori didattici sperimentali di Robo Lab, in via dell’Abbadessa. Poi si prosegue lungo tutto l’asse della formazione – medie, superiori e università – fino ad arrivare al mondo delle imprese e delle start-up, saldando tradizione e innovazione, attraverso progetti come lo Human & Technology Training Center, il Digital Automation Lab o l’Open Accelerator. Un distretto digitale completamente made in Reggio, targato Unindustria, che sulla base di proposte e contributi di centinaia di imprenditori reggiani ha dato vita a un piano operativo, diventato in gran parte realtà già dal 2020 nel capannone di Fondazione Rei in via Sicilia, aprendosi a partnership con colossi della tecnologia.

Il futuro è già qui. E la trasformazione digitale propria di quella che viene definita l’Industria 4.0 è già in atto, pronta a sbarcare alle ex Reggiane. Territorio, innovazione, formazione, internazionalizzazione. Sono le direttrici del piano indicate dal direttore generale di Unindustria, Filippo Di Gregorio: «La strategia legata al Distretto Digitale nasce dal desiderio di supportare le imprese in quest’epoca di veloci trasformazioni e intende farlo portando avanti progetti condivisi e concreti – spiega – Stiamo lavorando con passione ed intensità sui contenuti, insieme a tutti i portatori di interesse del territorio: difficilmente possono svilupparsi imprese competitive in territori che non sono competitivi. Per completare il disegno strategico dell’associazione ci auguriamo di poter fare affidamento, nel tempo, anche su un “contenitore” adeguato, che vediamo collocato all’interno del Parco dell’Innovazione».

Già, il Parco dell’Innovazione, ovvero quel mondo dentro le Reggiane che la città ha in mente di sottrarre del tutto a qualunque forma di insicurezza, ricostruendo un nuovo polo che – recuperando la lunga tradizione delle ex Officine – ha l’ambizione di porsi come modello di sviluppo economico in tutte le sue declinazioni.

«La cultura industriale ha sempre guardato con attenzione ai luoghi nei quali sono insediate le attività d’impresa, con le loro dotazioni infrastrutturali e le loro risorse – aggiunge Di Gregorio – Il rapporto con gli hub delle connessioni globali rappresenta sempre più la ragione delle decisioni localizzative di realtà imprenditoriali e di persone ed è per questo motivo che crediamo sia importante collocare all’interno del Parco dell’Innovazione i nostri progetti che intrecciano innovazione ed education». Per Di Gregorio, «l’area delle ex Officine Reggiane, è il luogo dove oggi sono situati il Tecnopolo, laboratori di ricerca privati e universitari, nonché sedi di imprese innovative del territorio. Siamo convinti che, in futuro, la localizzazione all’interno di quest’area dei nostri progetti di orientamento, formazione, innovazione, trasferimento tecnologico, discipline universitarie digitali, possa favorire la condivisione di idee e lo sviluppo di conoscenza tra le persone, cioè di quelli che sono tra i fattori più critici per il successo delle imprese».

L’obiettivo, di fatto, è quello di costruire un sistema, «ancorato a una solida tradizione manufatturiera, oltre a una forte e qualificata presenza di imprese orientate ai servizi», con lo scopo di fornire le competenze alle professioni del futuro, affiancandole alle conoscenze di figure tradizionali, ma puntando forte su quella digitalizzazione che – in epoca pandemica – si è dimostrata strumento irrinunciabile in tutti i settori del quotidiano.

«In un sistema come questo – continua Di Gregorio – è fondamentale orientare e formare figure professionali tradizionali rispetto alle esigenze della base produttiva, ma allo stesso tempo prepararsi a “ciò che non c’è” sia per quanto riguarda le competenze sia per quanto riguarda le professioni del futuro. Per queste ragioni il Distretto Digitale si prefigge di concretizzare le direttrici relative a territorio, innovazione ed education, con l’implementazione di cinque nuovi macro-progetti». Con Robo Lab, l’orientamento interessa gli studenti di scuole elementari, medie e superiori; con Human & Technology Training Center, invece, si parla di formazione specialistica. Ci sono poi il Digital Automation Lab e l’Open Accelerator. «Si tratta di ampliare il potenziale di innovazione, cogliendo la sfida digitale – conclude Di Gregorio – e aiutare l’intero sistema economico locale a caratterizzarsi come centro dell’innovazione di rilevanza regionale e nazionale». —

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