Morto a 58 anni stroncato dal Covid. La moglie: «Non sottovalutatelo, può capitare a tutti»
La moglie di Corrado Rivari racconta la perdita del marito «Non aveva altre patologie gravi, ha iniziato con la febbre»
SANT’ILARIO. È morto in ospedale all’età di 58 anni, in meno di un mese dopo aver contratto il Covid e in assenza di malattie croniche. Ha suscitato vasto cordoglio a Sant’Ilario, dove frequentava la compagnia di amici storici, la scomparsa di Corrado Rivari.
Nato a Milano, dove il padre, capocantiere Coopsette, si era trasferito per lavoro, quando Corrado aveva pochi mesi i genitori hanno deciso di tornare ad abitare a Sant’Ilario per crescere al meglio il figlio. Nel Comune della Val d’Enza Corrado è rimasto fino al matrimonio, avvenuto nel 1997, con Fiorita Magnani, trasferendosi dalla consorte a Corlo di Formigine (Modena). Amministratore condominiale, a dicembre 2019 ha avviato una nuova attività con una socia, l’Aerre Studio Srl con sede a Fiorano Modenese.
«Mio marito non ha mai avuto patologie gravi – racconta la moglie –. L’8 gennaio scorso si è sottoposto al tampone perché accusava qualche linea di febbre persistente: risultato positivo al Coronavirus, è rimasto a casa in isolamento. Su come abbia contratto il virus ho solo delle congetture, portava sempre la mascherina. L’11 gennaio, per bassa saturazione, ed è stato ricoverato all’ospedale di Baggiovara; due giorni dopo è insorta la polmonite ed è stato trasferito nel reparto di Rianimazione. Di recente pareva riprendersi, i medici dicevano che poteva farcela». Il decesso, avvenuto venerdì, è stata una doccia fredda per coloro che gli volevano bene e ha stroncato i numerosi progetti dell’uomo. «Mio marito era un appassionato di motori, sia auto che moto. Abbiamo il garage stracolmo di quattro ruote d’epoca: Corrado era appassionato di Mercedes, Bmw, Alfa Romeo e Porsche. Da giovane aveva praticato rally e tutt’ora partecipava a raduni ogni fine settimana, perciò era molto conosciuto. Due anni fa si era innamorato dell’Harley Davidson, comprando una moto e l’attrezzatura: quest’estate progettavamo di partecipare a diverse escursioni – prosegue la moglie –. Di indole socievole, con la battuta pronta e disponibile, come mi hanno scritto gli amici reggiani in una pioggia di messaggi di condoglianze, era sempre ben vestito e in ordine: ci teneva al suo aspetto».
La moglie non è riuscita a trattenere la commozione nel ricordare che, «contando il periodo da fidanzati, l’anno prossimo avremmo festeggiato i trent’anni insieme. Come ho scritto sul ricordino, “amarti è stato facile, dimenticarti impossibile”». Corrado Rivari lascia la moglie Fiorita, il figlio Matteo e l’anziana mamma Marisa. Il corteo funebre partirà domani, alle 10.30, dalle camere ardenti dell’ospedale di Baggiovara per la chiesa di Corlo, dove alle 10.45 avrà luogo il rito; il feretro proseguirà poi per il cimitero locale.
«Una malattia tremenda, non avrei mai immaginato che potesse finire così. In precedenza il Covid non ci ha toccato da vicino, e tra l’altro altri casi di positività in famiglia sono passati senza nemmeno un raffreddore – conclude Fiorita –. Se ho voluto raccontare questa storia è perché può essere d’aiuto ad altre persone: non sottovalutate il pericolo, può capitare a chiunque». —
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