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Crac Burani, la capogruppo chiede i danni

Enrico Lorenzo Tidona
Crac Burani, la capogruppo chiede i danni

La curatela del fallimento si costituisce parte civile in vista del nuovo processo a Reggio con imputati Walter e Giovanni

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Enrico Lorenzo Tidona

REGGIO EMILIA. Ricorso «scriteriato» ai finanziamenti bancari, aziende infarcite di debiti, valore gonfiato delle azioni in Borsa. Torna ancora una volta agli onori delle cronache l’architettura finanziaria che Walter e Giovanni Burani hanno messo in piedi decretando la fine dell’omonimo impero reggiano della moda. Ma a mettere in fila ora le cose sono ora Franco Cadoppi, Giovanni Crotti e Maria Domenica Costetti, che intervengono dopo il nuovo rinvio a giudizio dei Burani, avvenuto tre giorni fa e a un anno di distanza dalla condanna a 6 anni di carcere per bancarotta già passata in giudicato dopo l’inchiesta di Milano.

Il nuovo processo è stato infatti deciso dal giudice per l’indagine preliminare Luca Ramponi, che ha disposto il rinvio a giudizio di Giovanni Burani e di Walter Burani per i reati di bancarotta fraudolenta «concernenti diverse operazioni poste in essere in qualità di amministratori di diritto e di fatto di Design & Licenses e di Mariella Burani Fashion Group fra il 2005 ed il 2009» riportano ora i tre curatori fallimentari della Mariella Burani Fashion Group (Mbfg), azienda capofila dell’ex casa di moda con sede a Cavriago. Proprio nel nuovo processo la curatela della Mbfg si è costituita parte civile, in difesa degli interessi dei creditori della capogruppo, che chiede così un ristoro. «In particolare, i reati contestati dal pubblico ministero, il dottor Giacomo Forte – spiegano ora i tre commercialisti reggiani – concernono complesse operazioni di acquisto e vendita di azioni di Antichi Pellettieri, alle quali si era proceduto mediante uno scriteriato ricorso al credito bancario, operazioni che hanno contribuito a cagionare il fallimento sia di D&L che di Mbfg. Le operazioni sono state contestate come propedeutiche rispetto alle condotte che hanno già portato alla condanna dei due imputati alla pena di anni 6 di reclusione da parte del tribunale di Milano, con sentenza confermata in appello e divenuta esecutiva dopo l’ulteriore conferma della Corte di Cassazione nel marzo 2019. Tale ulteriore processo è originato dalle approfondite analisi condotte dai curatori di Mbfg e di D&L. Da tali verifiche sono emerse numerose e complesse operazioni poste in essere dagli imputati, caratterizzate anche dall’ingresso di LCapital (società finanziaria riconducibile al noto gruppo del settore del lusso Lvmh) nelle società del gruppo Burani, alla sua successiva uscita, e poste in essere anche al fine di rappresentare al mercato un valore della azioni quotate di Mbfg in termini molto diversi dal loro reale valore attraverso la creazione artificiosa di plusvalenze. In tale ottica, i capi di imputazione contestano un sistematico indebitamento di D&L (società integralmente controllata da Mbfg) nella consapevolezza dei suoi amministratori della impossibilità di restituzione delle somme, con grave danno in capo alla stessa D&L e di Mbfg, danno che ha contribuito a cagionare l’enorme dissesto che ha portato le due società al fallimento. Lo stesso gip ha invece pronunciato sentenza di non doversi procedere nei confronti dei sindaci di D&L, così accogliendo la richiesta del pubblico ministero, che ha evidenziato che, pur a fronte della sussistenza dei fatti contestati, non può dirsi raggiunta la prova del consapevole concorso da parte dei sindaci con i Burani».

Il nuovo filone di indagine ha un forte impatto su una storia che si pensava ormai sepolta. Con il rinvio a giudizio, questa volta accusa e difesa giocheranno in casa, a Reggio, dopo anni di processi tra Milano e Roma. A più di dieci anni dalla scoperta di quella che fu tristemente definita una «bancarotta da antologia», avrà infatti inizio il processo a Reggio. Prima udienza fissata il prossimo 29 settembre 2021 davanti al tribunale collegiale. Un nuovo capitolo della saga dei Burani, che ha portato la famiglia di Cavriago dalle stelle del firmamento della moda alla distruzioni di azienda, risparmi e posti di lavoro. —

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