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Dalle nuove nomine della sindaca: il Partito democratico resta fuori

Elisa Pederzoli
Dalle nuove nomine della sindaca: il Partito democratico resta fuori

Poviglio: ancora tesa l’aria in maggioranza dopo l’esclusione dal rimpasto dei cinque dissidenti

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Elisa Pederzoli

POVIGLIO. La crisi della maggioranza a Poviglio rischia di non essere risolta del tutto, dopo la nomina dei nuovi assessori (carica di vicesindaco compresa) da parte della sindaca, Cristina Ferraroni. C’è un dato che sta provocando non pochi mal di pancia: tutti e cinque i “dissidenti” firmatari di quella lettera contro la prima cittadina, l’atto più forte che ha di fatto conclamato la crisi, nelle nuove nomine non ci sono. E, almeno per il momento, non risulta ci siano tesserati Pd (salvo recentissime adesioni). Questioni che in casa Pd, forse, dovranno essere affrontate.

La segreteria provinciale – nella persona di Gigliola Venturini – si era spesa per una ricucitura che rimettesse la maggioranza in carreggiata. Anche perché il Comune di Poviglio si trova prioritariamente impegnato a fronteggiare la questione bilancio: quel disavanzo, ereditato dal bilancio 2017, che ha attivato la Corte dei conti e che ha costretto a decisioni importanti.

la spaccatura

Tutto è iniziato con le dimissioni da assessore alla Scuola di Isa Malpeli e da capogruppo di maggioranza di Clara Zannoni, prima di Natale. O meglio: è il primo effetto di una crisi che serpeggiava già da mesi. Su cui i problemi con la Corte dei conti hanno pesato, e anche tanto, nelle relazioni tra le diverse anime della maggioranza e sicuramente tra la sindaca, i suoi più stretti collaboratori e quei cinque consiglieri, tutti tesserati Pd e anima più politica della maggioranza stessa. Poche settimane dopo le dimissioni di Malpeli e Zannoni, che sono rimaste comunque consigliere comunali, è deflagrata come una bomba la lettera pubblica a firma loro, del vicesindaco Jimmy Bigliardi, di Tommaso Di Pietro e Juri Iemmi. Un atto d’accusa contro la gestione di Ferraroni, criticata per l’approccio e il metodo.

I cinque parlavano di «personalismi» e di una chiusura, puntando il dito sul fatto di non aver organizzato confronti con la cittadinanza, lamentando l’assenza di dialogo. E confessando di essere stati, la scorsa estate, pronti alle dimissioni, ma di non averlo fatto per senso di responsabilità. È un attacco forse senza precedenti in un Comune in cui la lista (appoggiata dal Pd) che ha vinto le elezioni, si è affermata nel 2019 con circa l’80% dei consensi e dove Ferraroni è stata scelta per prendere le redini di un Comune (di cui era già assessore) guidato per due mandati da Gianmaria Manghi, in seguito nominato sottosegretario alla presidenza della Regione Emilia-Romagna e ora capo di gabinetto.

LE NOMINE

Ma a portare i cinque al passo sarebbe stata la ventilata intenzione della sindaca di non affidare l’assessorato lasciato da Malpeli a Clara Zannoni (come volevano precedenti accordi) bensì a Veronica Varuzza – più in sintonia con la visione della sindaca – nel momento in cui la nominata, per regolamento comunale, doveva essere donna ed eletta in Consiglio.

La segreteria ha lavorato alla ricucitura. Ma intanto sono arrivate le dimissioni dal ruolo di vicesindaco di Bigliardi, tra i firmatari della lettera della rottura. Il clima tra le parti è rimasto freddo, se non gelido. Bigliardi ha comunicato l’addio con una Pec al municipio. Lui non ha chiamato la sindaca per anticiparle la decisione. La sindaca, da quanto trapela, non ha chiamato lui per farlo desistere. E così sono stati due gli assessori Pd della giunta a uscire. Ferraroni, dopo settimane di consultazioni, ha comunicato ufficialmente sabato, nella riunione di maggioranza, le sue nomine: Veronica Varuzza a Promozione del territorio, Ambiente, Commercio e Comunicazione, e Giovanni Allodi, vicesindaco, a Cultura, Sport, Personale, Politiche giovanili.

Restano in capo a Ferraroni Affari generali, Scuola, Industria e artigianato, Pari opportunità e la delegata al Bilancio. Confermati gli assessori Mauro Rossi e Sergio Cecchella (esterni; quest’ultimo di area Pd). Tra i nuovi nominati non si vede però quel nome «esterno di fiducia del Pd» che il Pd, da quanto trapela ancora, aveva chiesto alla sindaca. —

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