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Lunghe code in Posta, il sindaco s’arrabbia e mette le panchine: «Ma non si fa così»

Elisa Pederzoli
Lunghe code in Posta, il sindaco s’arrabbia e mette le panchine: «Ma non si fa così»

Scrive alla direzione regionale ma non è soddisfatto: «Non è così che si gestisce un servizio pubblico»

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Campagnola. Il problema della lunghe file davanti agli uffici postali in tempo di Covid non sembra trovare soluzione. E sta interessando un po’ tutti i Comuni, Reggio Emilia città compresa. Anche a Campagnola la situazione non va meglio. Davanti all’ufficio di piazza Roma la coda è perenne. Al punto che il sindaco Alessandro Santachiara ha deciso di far installare due panchine del Comune sotto il portico, in modo che gli utenti in fila possano trovare un po’ di sollievo. Inoltre, ha scritto alla direzione regionale di Poste per chiedere soluzioni. Con un post pubblico sulla sua pagina Facebook – fatto abbastanza inedito per Santachiara, che utilizza con parsimonia la “piazza” dei social – dice però che la risposta non gli è piaciuta. «Non è uno sfogo e non è contro chi quotidianamente lavora in questi uffici – specifica il primo cittadino – ma è anche una questione educativa. Se ognuno di noi fa qualcosa che vada un po’ oltre la sua vetrina, il proprio ufficio, forse riusciamo “a saltarci fuori”». Invece.

Santachiara nella sua missiva a Poste è diretto. «Mi rifiuto di pensare – si legge – che la responsabilità gestionale di un ufficio che svolge un pubblico servizio, come il vostro, ritenga sufficiente spostare la sosta all’esterno risolvendo, in questo modo, le proprie problematiche». Perchè se è vero che in piazza Roma l’ufficio postale può contare sui portici (non come in altri Comuni dove, ancora una volta, sono stati i sindaci ad adoperarsi per allestire gazebo contro acqua e sole) «questo non giustifica – scrive ancora – la totale assenza organizzativa nella gestione della fila». Che, puntualizza il sindaco, non si vede solo nei giorni di ritiro della pensione.

Cosa servirebbe? «Una figura, come hanno fatto le banche per esempio, che gestisse la fila o almeno i numeri che nell’ufficio di Campagnola non ci sono». L’amministrazione comunale la sua parte l’ha fatta, portando due panchine. «Ma ci ho fatto mettere sopra l’etichetta “Comune di Campagnola Emilia” perchè vorrei che fosse chiaro che non le ha messe Poste» dichiara. Sostiene inoltre che si sia creato «un grave precedente, perché posizionando quelle panchine ci siamo sostituiti a chi dovrebbe gestire la fila».

Santachiara spiega che Poste, nella sua lettera di risposta, ha spiegato come lo Spid si possa chiedere su prenotazione, attraverso il sito, le App, WhatsApp. «Una risposta che non tiene conto della reale problematica, il ritiro delle pensioni, e probabilmente questa risposta arriva come linea da qualche ufficio superiore; la questione è che, come spesso avviene e come sta succedendo in diversi Comuni della nostra provincia, qualcuno deve pensare a risolvere le problematiche non gestite da chi ne avrebbe la responsabilità, in questo caso un servizio pubblico» conclude. —

Elisa Pederzoli

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