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operazione anti-spaccio 

Anche i binari diventano nascondiglio per la droga

Ambra Prati
Anche i binari diventano nascondiglio per la droga

Durante l’ultimo controllo svolto in zona stazione identificate 52 persone Nel 2020 i carabinieri hanno arrestato sei spacciatori e ne hanno denunciati dieci

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Ambra Prati

REGGIO EMILIA. Piazzale Europa è ormai un epicentro dello spaccio di droga, con “vedette” pronte ad allertare i pusher non appena avvistano le forze dell’ordine, e l’intera area dell’autostazione (sottopasso, pensiline, parcheggio e aiuole) trasformata in deposito a cielo aperto delle dosi.

È la situazione fotografata anche dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Emilia che, grazie ai continui controlli nell’area a rischio tra le ex Reggiane e la stazione storica, nell’ultimo anno hanno arrestato sei spacciatori, denunciato dieci pusher e segnalato una ventina di tossicodipendenti, con il sequestro di oltre un etto di droga di tutti i tipi (eroina, cocaina, crack, hascisc e marijuana).

Numeri di rilievo, che si sommano a quelli di polizia di Stato e polizia locale. L’ultima “visita” di monitoraggio è stata eseguita domenica scorsa dai militari, che insieme alla squadra di supporto del Quinto reggimento Emilia-Romagna da Bologna e a un’unità cinofila della polizia locale Appennino reggiano, nell’ennesima attività di controlli eseguiti in piazzale Europa e dintorni hanno identificato 52 persone, 51 delle quali straniere.

Durante il servizio i carabinieri hanno trovato, grazie al fiuto del cane poliziotto, dosi nascoste ovunque per un totale di dodici grammi tra hascisc e marijuana: i singoli involucri termosaldati, pronti per essere ritirati dal cliente, sono sbucati tra i binari della stazione e nei cespugli dell’ampio parcheggio per i pendolari. Lo stupefacente, nascosto dai venditori per evitare di farsi pizzicare con la “merce” addosso e non correre rischi in caso di perquisizione, è stato sequestrato.

Piazzale Europa si conferma un’area strategica per il business della droga, grazie anche al sottopasso che consente, in caso di controlli, la fuga dei pusher che spariscono passando in piazza Marconi.

Il tutto probabilmente agevolato dalla presenza di “vedette” che allertano i venditori al dettaglio in caso di pericolo. Una zona ritenuta remunerativa grazie al via vai di persone, specialmente giovani, che utilizzano il capolinea delle corriere extraurbane per spostarsi tra la scuola e la provincia reggiana.

Da tempo in quell’area le indagini dell’Arma hanno rilevato come le pensiline delle fermate degli autobus, i posti auto del piazzale e le aiuole presenti vengano usate come “deposito” di droga da parte dei pusher, che si assicurano l’impunità proprio diversificando i nascondigli, disseminati in più punti che solo i cani poliziotto sono in grado di scovare. Si tratta di un sistema rodato: il contatto pusher-cliente avviene di solito all’uscita del sottopasso che da piazza Marconi porta a piazzale Europa, dove gli intermediari, come dei veri promoter, chiedono a qualunque passante se “ha bisogno”; poi, una volta conclusa la trattativa e soprattutto intascato il pagamento, i fornitori che controllano a distanza i vari nascondigli danno istruzioni al cliente su dove prelevare, in “self service”, la dose acquistata. Non a caso, di recente, Rete Ferroviaria Italiana e Tper, la società che gestisce il trasporto pubblico in Emilia-Romagna, si sono impegnate a ingaggiare guardie giurate per presidiare i punti più critici della stazione, come appunto il sottopasso usato per agganciare i potenziali acquirenti. —

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