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Credem, utili stabili nell’anno del Covid segnato da raccolta e boom dei mutui

Enrico Lorenzo Tidona
Credem, utili stabili nell’anno del Covid segnato da raccolta e boom dei mutui

Dividendo da 0,2 euro per azione per un totale di 66 milioni Gregori: «Risultati straordinari in un contesto difficile»

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REGGIO EMILIA. Una banca solida e prudente non ha paura nemmeno del Covid. A dirlo sono i risultati del 2020 segnati dal Credem, che con il cda di ieri ha sancito una chiusura stabile in un anno per molti orribile. L’utile netto consolidato della banca reggiana partecipata dalla famiglia Maramotti è stato di 201,6 milioni, in lieve crescita (+0,1%) rispetto al 2019 nonostante svalutazioni aggiuntive per future perdite su crediti da 51,9 milioni. Il margine di intermediazione si è attestato a 1,2 miliardi (-0,2%), con margine di interesse a 493 milioni (+1,7%) e margine da servizi a 709,1 milioni (-1,5%). In calo del 2% a 705,5 milioni i costi operativi, per un rapporto cost/income in calo al 58,7%.

Un dato certamente interessante riguarda i mutui casa destinati alle famiglie, che registrano nuove erogazioni per 1,8 miliardi di euro nel solo 2020 (+25,8% rispetto a fine 2019) con consistenze pari a 8,3 miliardi di euro (+12,5%). Tra gli aggregati patrimoniali bene anche la raccolta complessiva da clientela, che si attesta a 79 miliardi, +10,4% dall’anno precedente. Un balzo notevole, segno anche delle maggiori disponibilità dei risparmiatori, e superata nella performance dalla raccolta indiretta da clientela, che ha raggiunto i 30,8 miliardi (+16,9%), mentre gli impieghi a clientela sono in crescita del 9,8% a 29,3 miliardi.

Guardandolo così, sembra quasi uno scenario scevro dall’epidemia sanitaria ed economica che sta lasciando ferite profonde al tessuto economico anche reggiano.

Gli stessi crediti problematici totali lordi ammontano a 876,4 milioni, in calo del 14,5% rispetto a fine 2019, con percentuale di copertura al 52%. Il rapporto tra crediti problematici totali lordi e impieghi lordi si attesta al 2,9% (3,8% al 2019), mentre il costo del credito è limitato a 38 punti base. Sul fronte della solidità patrimoniale – da sempre cartina di tornasole per il Gruppo Credem – il Cet1 fully loaded calcolato su Credemholding è pari al 14%. Tutto questo porterà il cda a proporre la distribuzione di un dividendo da 0,2 euro per azione, per un totale di 66 milioni di euro.

«Voglio rivolgere innanzitutto un ringraziamento particolare a tutte le persone del gruppo che, operando spesso in un contesto difficile, hanno consentito questi risultati straordinari – commenta il direttore generale di Credem, Nazzareno Gregori – Molto importanti sono stati gli investimenti organizzativi e informatici realizzati negli anni scorsi, che hanno permesso di garantire la piena operatività anche a distanza con un’adesione allo smart working che ha raggiunto oltre il 90% dell’organico. Il 2020 è stato un anno in cui hanno spiccato le caratteristiche peculiari di resilienza del nostro modello di business. Faccio riferimento in particolare all’elevata qualità del credito, alla solidità patrimoniale e agli ingenti investimenti in tecnologia, innovazione e sulle persone che da anni caratterizzano il nostro Gruppo. Tali elementi hanno consentito di aumentare in sette anni, dall’inizio della strategia di crescita organica, di quasi il 60% i volumi intermediati della clientela, tra impieghi, depositi e raccolta gestita, passando dai 68 miliardi di euro di fine 2013 agli oltre 108 miliardi di euro attuali, garantendo, al contempo, una doverosa remunerazione agli azionisti senza aumenti di capitale. Sono fiducioso per il futuro poiché partiamo da una posizione di vantaggio; il nostro modello organizzativo e le nostre persone infatti ci consentiranno di continuare a sostenere le famiglie e le imprese italiane». —

Enrico Lorenzo Tidona

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