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GLI ALTRI IMPUTATI 

Gli avvocati di Segatel e Catracchia chiedono il non luogo a procedere

E.Spa.

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BOLOGNA. Non solo la Primula Nera reggiana, Paolo Bellini. Imputati nel processo mandanti della strage di Bologna e in attesa dell’esito della richiesta di rinvio a giudizio avanzata a loro carico, anche l’ex carabiniere Piergiorgio Segatel (presente ieri in aula al pari di Bellini, è accusato di depistaggio), e Domenico Catracchia, amministratore di condominio di immobili in via Gradoli a Roma, dove, nel 1981, trovarono rifugio alcuni appartenenti ai Nar.

Catracchia accusato di false informazioni al pm, ancora con lo scopo di sviare le indagini.

Anche per loro ieri è stata la volta delle difese, con i legali che hanno chiesto al Gup Alberto Gamberini il non luogo a procedere per i rispettivi assistiti. La difesa di Segatel, rappresentata dall’avvocato Anna Colubriale del foro di Bologna, ha puntato sulla prescrizione del reato, aggiungendo che l’ipotesi del depistaggio sarebbe in realtà già assorbita nelle ipotesi di falsa testimonianza degli anni Ottanta.

Per depistaggio era indagato anche l’ex generale del Sisde Quintino Spella, 92 anni, deceduto lo scorso gennaio. Su Spella è stata emessa l’1 febbraio scorso sentenza di non luogo a procedere per morte dell’imputato, con estinzione del reato.

Domenico Catracchia, invece, è rappresentato dall’avvocato Massimo Nucaro Amici del Foro di Roma, che ha puntato la difesa soprattutto sulla non consapevolezza dell’imputato rispetto al tema dei covi, alle loro locazioni e ai soggetti che avevano locato in nome e per conto dei Nar questi immobili, sostenendo di non avere mai avuto conoscenza dei contesti correlati al capo d’accusa. —

E.Spa.

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