Il forno San Giorgio si rinnova nel 30° della fondazione
L’attività fu dedicata al santo protettore del paese perchè durante i lavori venne trovato un rilievo di ceramica. Il saluto del sindaco
RIO SALICETO. Sono stati rinnovati i locali per lo storico forno “San Giorgio” di Rio Saliceto.
Era il 16 maggio 1990 quando Enrico Ghizzoni e la moglie Giselda Zacchè acquistarono lo stabile in via dei Martiri 90 dal medico chirurgo riese dottor Luigi Brunetti. Da lì iniziarono numerosi lavori di ristrutturazione, alcuni affiancati dal Comune di Rio Saliceto, che si incaricò di ripristinare il porticato adiacente con le sue volte storiche, chiuso anni prima per ampliare il negozio precedente. Fu durante tali lavori che venne rinvenuto un piccolo rilievo in ceramica rappresentante San Giorgio, il santo protettore di Rio Saliceto, motivo per cui la famiglia Ghizzoni decise di intitolare il negozio “Forno San Giorgio”. Terminata la ristrutturazione, Enrico e Giselda con tutta la numerosa famiglia di 11 figli, si trasferirono a Rio Saliceto in concomitanza con l’apertura del forno avvenuta il 28 febbraio 1992, alla quale, purtroppo, Enrico non riuscì a prenderne parte perché si spense il 4 agosto 1991 a causa di una malattia. La gestione andò subito molto bene, tant’è che, qualche anno dopo, l’attività si ampliò ulteriormente con l’apertura del negozio di frutta e verdura posto esattamente a lato della bottega.
A quasi 30 anni dall’apertura, il 12 gennaio scorso è stato presentato, seppur senza grandi celebrazioni a causa delle direttive in contrasto alla diffusione della pandemia da Covid-19, il nuovo arredamento del locale, alla presenza del sindaco Lucio Malavasi, del parroco del paese don Stefano Manfredini e della fondatrice Giselda.
«In un momento così particolare partecipare a un evento come questo da fiducia e speranza per il futuro – commenta il sindaco Lucio Malavasi – Rio Saliceto ha un patrimonio di eccellenze enogastronomiche di eccezionale rilievo che costituiscono una preziosa caratteristica del nostro Comune. Di queste ne fa certamente parte il “Forno San Giorgio”. Siamo orgogliosi di questo valore e proseguiremo nonostante le poche risorse e la situazione attuale a fare in modo che questa tradizione sia conosciuta e valorizzata». —
M.P.
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