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Morte di Kobe Bryant, la perizia sull'incidente: "Lo schianto in elicottero fu un errore del pilota"

Morte di Kobe Bryant, la perizia sull'incidente: "Lo schianto in elicottero fu un errore del pilota"

Il rapporto effettuato dal National Transportation Safety Board sull'incidente del 26 gennaio 2020, costato la vita alla stella dei Lakers e alla figlia Gianna, ai quali Reggio Emilia ha dedicato una piazza in via Guasco

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REGGIO EMILIA. Lo schianto dell'elicottero, che il 26 gennaio dello scorso anno costò la vita al campione dei Lakers Kobe Bryant, reggiano d’adozione, la figlia Gianna e altre sette persone, «fu causato da un errore del pilota». Lo rivela la perizia effettuata dal National Transportation Safety Board. Secondo il rapporto, al pilota Ara Zobayan era stato proibito di attraversare la perturbazione in corso infilandosi tra le nuvole ma lui ignorò l’ordine.

I funzionari statunitensi per la sicurezza hanno dichiarato che il pilota che guidava l’elicottero in cui hanno perso la vita il campione di basket – che per due anni giocò nelle giovanili della Pallacanestro Reggiana, all’epoca in cui il padre Joe vestiva la casacca biancorossa della prima squadra – e altre otto persone ha violato le norme federali e, probabilmente, ha perso l’orientamento poco prima che il mezzo si schiantasse sulle colline californiane, quella mattina avvolte da una fitta nebbia.

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Il verdetto sulle cause dell’incidente avvenuto il 26 gennaio scorso arriva sulla scia delle accuse della vedova dell’ex stella Nba: Vanessa Bryant insieme ai parenti delle altre vittime, ha accusato la società proprietaria dell’elicottero, sul quale non era installata la scatola nera, un dispositivo non richiesto per quel tipo di velivolo.

Secondo il presidente del National Transportation Safety Board, Robert Sumwalt, il pilota avrebbe dovuto viaggiare in regime di “visual flight rules”, mantenendo la visibiltà.

Invece lui continuò a volare attraversando le nuvole della perturbazione in corso. A quel punto lo Sikorsky S-76 si inclinò bruscamente e poi precipitò schiantandosi sulle colline nei pressi di Calabasas, alle porte di Los Angeles. Il fratello del pilota, morto nello schianto, non ha incolpato Bryant ma ha dichiarato che fosse a conoscenza dei rischi nel volare in quelle condizioni. —
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