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Pratissoli: «Pronto il bando per gli spazi nella stazione»

Massimo Sesena
Pratissoli: «Pronto il bando per gli spazi nella stazione»

L’assessore all’Urbanistica del Comune illustra l’intesa siglata con Rfi per rilanciare il nodo ferroviario dopo lo stop legato alla pandemia

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Massimo Sesena

REGGIO EMILIA. State tranquilli: la stazione Mediopadana uscirà presto dal poco ambito club delle ghost station in cui è finita per colpa della pandemia: quasi nessuno sotto le onde di Calatrava ad aspettare i pochi supertreni sopravvissuti alle misure anti-contagio.

E nessuno proprio ad accogliere i pochi viaggiatori, se si eccettuano gli addetti ai termoscanner e i pochi dipendenti di Trenitalia sopravvissuti (o dimenticati?) alla riorganizzazione.

Ebbene tutto questo sta per finire. Ne è convinto l’assessore all’Urbanistica del Comune di Reggio Emilia, Alex Pratissoli secondo il quale sarà proprio la Mediopadana a risollevare un po’ tutto il sistema.

«Il tema del futuro della mobilità – commenta Pratissoli – è sicuramente centrale per capire cosa ci lascerà in eredità questa pandemia. Su questo tema non ci stiamo soltanto interrogando, ma abbiamo messo in atto azioni concrete che presto potranno dare i suoi frutti».

Certo, diranno gli scettici in coro con gli ipercritici: dopo anni, forse, verrà pronto un parcheggio degno di questo nome. «Ma il parcheggio – chiosa Pratissoli – non è l’unica azione che il Comune, assieme a Rfi e ai privati che si sono impegnati con Terminal One, sta portando avanti. In questi mesi in cui tutto si è praticamente fermato – chiarisce l’assessore – il Comune e Rfi non sono stati fermi, e anzi hanno cercato insieme quelle soluzioni che possono permettere alla Mediopadana di tornare ai livelli pre-Covid e da lì diventare ancor più centrale in un bacino d’utenza che potenzialmente riguarda più di 2,5 milioni di persone.

Invero, l’ottimismo di Pratissoli prende le mosse proprio dai dati dell’attività della Mediopadana prima che il Covid buttasse tutto all’aria.

«Un anno fa a febbraio – ricorda Pratissoli – a Reggio facevano tappa 92 treni, che corrispondevano a una trentina di destinazioni. In quel periodo a Reggio arrivavano o partivano 4100 passeggeri ogni giorno».

Numeri importanti, che la pandemia ha finito quasi per azzerare, rendendo inevitabile la chiusura dei pochi servizi che erano stati aperti negli anni alla Mediopadana.

«Il bando per la realizzazione dei servizi interni punta a rendere fruibile l’intera superficie che sta sotto i binari dell’Alta Velocità. Per fare della stazione Mediopadana una vetrina della nostra città delle sue peculiarità, ma anche un luogo di incontri, di meeting per una clientela che in questi anni è stata soprattutto di pendolari per lavoro o per business, ma anche per turismo» dice Pratissoli. E per avere un ordine di grandezza sulle potenzialità degli spazi sotto le Onde, bastano due numeri: «La superficie complessivamente utilizzabile della stazione è di 11mila metri quadrati. Quando anche la stazione funzionava a pieno regime, ovvero prima del Covid, gli spazi occupati coprivano circa 1800 metri».

Un potenziale enorme, in termini di spazio e non solo: è lì che si gioca oggi la partita più importante. Tra Rfi che crede nelle possibilità di crescita della stazione firmata Calatrava, il Comune e i privati che sono al momento raggruppati nella Terminal One. «Il ruolo dei privati – spiega l’assessore – è stato sin qui fondamentale. Per il parcheggio che porterà nel 2022 una dotazione di posti auto pari a 2500 unità. E sarà finalmente un parcheggio vero, all’altezza di una stazione che ambisce a diventare un punto cruciale della nuova viabilità».

E non è solo una questione di posti per l’auto anche se in questi anni proprio questi sono mancati. Già, perché se un lascito abbiamo già in tasca da questa pandemia è proprio una nuova mobilità.

«Reggio in questo senso guarda al futuro. Con la costruzione del sottopasso che dalla tangenziale Nord arriva fin sotto la stazione connettendo tra loro tre luoghi fondamentali come lo stadio, la Rcf Arena e la stessa stazione. In questo modo, la stazione diverrà ancora più accessibile e grazie alla Tramvia si realizzerà finalmente quel progetto che possiamo chiamare “della città dei 15 minuti”, perché dalla Mediopadana, appunto, in un quarto d’ora puoi raggiungere tutta la città».

E i campanilismi? E Parma che prima che il virus travolgesse tutto e tutti aveva fatto il diavolo a quattro per chiedered anch’essa una fermata dell’Alta Velocità, ricevendo mezze promesse – ma si era sotto elezioni – anche dalla Regione? Pratissoli non sembra preoccupato: «Mentre qualcuno polemizzava, noi facevamo accordi con Rfi e coinvolgendo privati. Per potenziare una stazione che, val la pena sottolinearlo, sorge a Reggio ma appartiene a tutti, e può fare tanto per uno dei bacini economici più importanti del Paese». —

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