Gazzetta di Reggio

Reggio

Sacchi di immondizia e rifiuti pericolosi raccolti dai volontari lungo la provinciale

Miriam Figliuolo
Marco Barbanti mostra i rifiuti raccolti in una giornata di lavoro
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Marco Barbanti mostra i rifiuti raccolti in una giornata di lavoro

Scandiano, Marco Barbanti e alcuni amici in tre giorni hanno ripulito un lungo tratto della 52 da Arceto verso Fellegara Ma il loro lavoro continua

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SCANDIANO. Sacchi pieni di bottiglie di plastica, vetro, addirittura inerti di cantiere e altri scarti inquinanti come il toner esausto di una stampante che la normativa impone di smaltire in ben altro modo. È il ricco e molto triste bottino che una piccola comitiva di amici, volontari “ripulitori”, hanno racimolato in tre giornate di caccia al rifiuto lungo la provinciale 52 nel tratto che corre a ovest di Arceto verso Fellegara.

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I volontari, tra i quali il consigliere comunale M5s, Marco Barbanti, con pazienza certosina, hanno passato al setaccio prima tutta la sponda est di via 11 Settembre 2001 (questo il nome che prende qui la provinciale) compresa tra la rotatoria con via Molinazza e quella con la provinciale 66, via per Reggio, e poi un tratto del versante ovest della stessa strada, scendendo giù da via per Reggio fino all’altezza della sede dell’azienda vinicola Emilia wine sca. Ma l’intenzione è senz’altro di proseguire, completando anche questo versante e magari con l’aiuto di qualche altro volenteroso contagiato da quello che pare sia diventato un vero e proprio movimento di cui si è fatto portavoce in queste ultime settimane “Reggio Emilia Ripuliamoci” coordinato da Stefano Ferrari.

«Una domenica dedicata alla nostra amata terra essendoci in due persone in più, (la quarta non è in foto) siamo riusciti a fare un ottimo lavoro, ma c’è ancora tanta immondizia, si vedrà quello che si potrà fare in futuro», scrive Barbanti sul gruppo Facebook Reggioemiliaripuliamoci mostrando le foto del lavoro svolto a Scandiano: l’ultima tappa domenica insieme a Stefano Caroli, Giovanni Bianco e un quarto volontario «che non vuole rivelarsi», spiega poi. «Giusto per far vedere che cosa sia possibile fare, basta avere buona volontà», aveva postato nello stesso gruppo il 29 gennaio, mostrando le foto del completamento della prima tranche di lavoro lunga la provinciale.

«Bravissimi... Davvero un ammirevole esempio... Dio vi benedica, nostra madre Terra ringrazia: dobbiamo averne cura», commenta tra i tanti Angela Ricci. E la voglia di darsi da fare, per fortuna, sembra essere sempre più contagiosa.

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