Montericco, allarme bocconi avvelenati un cane è in fin di vita e altri intossicati
Albinea, aal 24 gennaio è sparita Lilli, un labrador di 14 anni. Mobilitati social e cittadini. È della stessa proprietaria l’altro animale in pericolo
ALBINEA. Non c’è pace per i proprietari di animali, la cui incolumità è minacciata da un fenomeno, purtroppo, ancora radicato, sia in città che in campagna: i bocconi avvelenati. A Montericco il numero degli episodi di avvelenamenti è in aumento, soprattutto tra via Oliveto e via Filippo Re, e viene registrato dai social, che rilanciano diversi appelli a fare attenzione. Le giornate più dense di preoccupazione sono quelle di Sara Gilioli, proprietaria di tre bellissimi labrador, di cui uno, Nina, ora è in fin di vita in una clinica veterinaria a Parma, dopo che domenica ha ingerito un boccone avvelenato durante una passeggiata vicino all’abitazione in via Filippo Re.
«Quella è una strada privata – sottolinea amareggiata Sara Gilioli – È incredibile come ci siano ancora persone che credono di potersi sbarazzare in questo modo di animali selvatici». Qualcuno ipotizza che i bocconi avvelenati siano di cacciatori il cui obiettivo è di eliminare “competitori” (volpi, lupi o anche cani domestici) che si cibano o semplicemente disturbano la selvaggina, o proprietari e agricoltori che intendono limitare così i danni ai propri terreni e colture. In ogni modo, è una pratica illegale e perseguibile per legge, e che prevede serie sanzioni. Alcune denunce in questo senso sono già state inoltrate. Ad accrescere il dramma personale della Gilioli c’è che solo poche settimane fa è sparita Lilli, un altro dei suoi labrador, di 14 anni.
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Per cercarla, grazie all’impegno delle amiche, si sono mobilitate decine di persone. La pagina Facebook “Cerchiamo Lilli” in poche settimane conta già oltre 300 iscritti. Ma giornate intere di ricerche, a battere a piedi le zone vicino a casa, anche con cani, alzando in volo pure diversi droni, di cui uno dotato di termoscanner, e il tam-tam sui social non sono ancora serviti. E c’è chi ha visto un nesso tra tanta mobilitazione e l’aumento dei casi di bocconi avvelenati: almeno tre nelle ultime 48 ore, tra i quali quelli di Sara Luciani che ieri mattina, per fortuna, poteva tirare un sospiro di sollievo: «I miei stanno meglio». Tanto “movimento” ha forse infastidito qualcuno? «Non credo. Non ho elementi per dirlo», risponde Gilioli. «Quello che vorrei si capisse è che non si può pensare più di passeggiare serenamente con i propri cani vicino a casa. Fate tutti attenzione», conclude amareggiata.
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