«Basta con il porta a porta grossi risparmi con le ecoisole»
La proposta del sindaco Daviddi avanzata ad Atersir, l’agenzia regionale rifiuti «Ce ne vogliono 130. Un sistema più gestibile che porta benefici economici»
CASALGRANDE. Un cambio radicale per la gestione dei rifiuti. Un passaggio dal “porta a porta” cavalcato in questi anni alle “ecoisole”, un sistema di cassonetti intelligenti, ritenuto più efficace e pure più economico. È una proposta che muterebbe radicalmente l’approccio della raccolta rifiuti nel territorio reggiano, quella avanzata dal Comune di Casalgrande ad Atersir (Agenzia territoriale dell’Emilia Romagna per i servizi idrici e rifiuti) con una lettera del sindaco Giuseppe Daviddi del 13 gennaio.
Casalgrande da tempo ha espresso perplessità sulla politica provinciale in materia, sospendendo la sperimentazione sul porta a porta, a Salvaterra. Ora si passa alle alternative: il modello suggerito è quello delle “ecoisole”, già attivo alla Spezia.
Si tornerebbe alla raccolta stradale, passando però dai vecchi cassonetti alle “ecoisole”: delle batterie da cinque contenitori ciascuna (uno per tipologia di inerte) attivabili da un sistema di riconoscimento individuale. Ogni cittadino avrebbe una tessera da usare per i conferimenti, che effettuerebbe direttamente senza attendere il ritiro dell’organico e dell’indifferenziato, come nel porta a porta. Tutti i rifiuti potrebbero essere selezionati, e sarebbe sempre possibile calcolare i consumi di ogni nucleo.
«Il nuovo sistema, quindi, supererebbe il modello del porta a porta per mettere al centro un nuovo tipo di cassonetto stradale: in questo modo, si eliminerebbero tutti i disagi derivanti dall’esposizione dei rifiuti ad orari e giorni prestabiliti. Come col porta a porta, si arriverebbe alla tariffazione puntuale, ma nel nostro modello si raccoglierebbero tutte le tipologie di materiali, non solo organico ed indifferenziato», sostiene Daviddi.
Per Casalgrande, si pensa a centrotrenta isole totali, sparse strategicamente in tutto il perimetro comunale, tutte presidiate con sistemi di videosorveglianza, per ridurre il rischio di abbandoni selvaggi. Un nodo cruciale è quello economico. Creare la rete di “ecoisole” avrebbe costi elevati, che secondo Daviddi si potrebbero però recuperare nel tempo. Il sindaco cita la stima di massima delle spese effettuata da Iren Ambiente, attuale gestore della raccolta. Il “preventivo” parla di una spesa una tantum di 2.570.000 euro per le centotrenta “ecoisole” e la strumentazione accessoria, ai quali vanno aggiunti circa 850.000 euro annui di spese di gestione.
Ampliare la rete del porta a porta a tutto il Comune di Casalgrande, afferma il primo cittadino, richiederebbe 570.000 euro, e i costi di esercizio sarebbe di 1.180.000 euro annui. La spesa di mantenimento annuale è più alta di 330.000 euro con il porta a porta, quindi, e i due milioni di euro di differenza per l’avvio potrebbero essere recuperati in meno di un decennio, portando poi a un risparmio “netto” e a pochi rialzi delle tasse per i cittadini.
«Il modello a ecoisole, garantendo un risparmio annuale pari a 330.000 euro, determinerebbe un “break-even” dopo meno di 8 anni, in relazione al costo dell’investimento totale, con possibilità di non modificare le tariffe agli utenti grazie alla compensazione dovuta al notevole risparmio sulle spese annuali di gestione. Dopo ulteriori 6 anni, ovvero dopo 14 anni (considerato un ragionevole tempo di ammortamento per questo tipo di investimenti), si potrebbe arrivare ad un vantaggio economico stimato di circa due milioni di euro», è l’analisi di Daviddi.
L’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente prevede che gli investimenti per queste innovazioni possano essere spalmati su un massimo di otto anni. In caso di dilatazioni in deroga, per Casalgrande sarebbe possibile ridurre da subito le tariffe. La proposta verrà analizzata in sede di aggiornamento del Piano d’Ambito Atersir entro il 2021, che il consiglio locale di Reggio Emilia ha richiesto ad Atersir. —
Adriano Arati
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