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Evade tre volte dai domiciliari Obbligo di firma a Santoro

Evade tre volte dai domiciliari Obbligo di firma a Santoro

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reggio emilia. L’intricata vicenda di Maddalena Santoro, la 39enne evasa per tre volte dagli arresti domiciliari, si è conclusa ieri in tribunale davanti al giudice Cristina Beretti.

La donna, processata con rito abbreviato e difesa dall’avvocato Giuseppe Caldarola, è stata condannata a otto mesi – il pm Laura Galli aveva chiesto un anno di reclusione – durante i quali sarà sottoposta all’obbligo di firma e all’obbligo di dimora nel comune di Reggio Emilia.

La 39enne dal giugno scorso non fa altro che andare e venire dal tribunale, avendo “collezionato” un arresto per spaccio di stupefacenti e le tre evasioni dai domiciliari, due avvenute in due giorni consecutivi. L’ultimo episodio, quello per cui è la donna è stata processata ieri, era accaduto a fine novembre dello scorso anno. La Santoro, fortemente dipendente dalla droga, il quell’occasione aveva candidamente ammesso ai carabinieri reggiani che l’hanno sorpresa: «Stavo male e sono uscita per cercare del metadone».

Foggiana, residente a Parma ma domiciliata in città, la 39enne era stata arrestata l’11 giugno scorso nell’ambito dell’operazione “Fast Car”, contro un’organizzazione (senza l’associazione a delinquere) dedita allo spaccio e al traffico di stupefacenti nonché alla detenzione illegale di armi da fuoco.

La cocaina immessa nel Reggiano proveniva dal quartiere Scampia di Napoli, con un giro d’affari stimato in 10mila euro al giorno. Su 17 indagati erano stati quattro gli arrestati, tra i quali appunto la Santoro che in sede di convalida aveva ottenuto i domiciliari, violati più volte. In merito a questa inchiesta, la donna lunedì ha invece patteggiato due anni e otto mesi di reclusione. —

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