Gelosia, minaccia il rivale, lei e l’avvocato
Aggressione al Trony: bocciato il patteggiamento. Il legale di parte civile Cataliotti: «Le minacce con vocali su WatsApp»
REGGIO EMILIA. Anche sul piano processuale non mancano i colpi di scena relativamente al caso-shock del 2 novembre scorso, quando Luigi Giuliano – 48enne di origini napoletane, residente in città – ha aggredito e accoltellato per gelosia il coetaneo e conterraneo Gennaro Di Mauro che si trovava nel negozio di elettrodomestici ed elettronica Trony, in via Fratelli Cervi a Pieve, insieme alla compagna, una ragazza di 34 anni originaria della Romania.
Ieri mattina il giudice Cristina Beretti ha detto “no” al patteggiamento (un anno e mezzo di reclusione, senza pena sospesa) avanzato dall’avvocato difensore Mattia Fontanesi che in precedenza ne aveva “concordato” l’entità con il titolare dell’inchiesta (cioè il pm Iacopo Berardi).
Sul patteggiamento si è opposto anche l’avvocato Liborio Cataliotti che tutela l’aggredito, costituitosi parte civile.
E proprio argomentando la contrarietà al patteggiamento che sono giunte nuove rivelazioni dall’avvocato di parte civile: «L’imputato ha inviato alla ragazza dei vocali su WatsApp in cui minaccia lei e il suo legale (cioè lo stesso Cataliotti, ndr) e in precedenza altri vocali li aveva inviati a Di Mauro, preannunciando quello che ha poi commesso».
Saltato il patteggiamento, il processo – per lesioni aggravate – proseguirà davanti ad un altro giudice (Giovanni Ghini) a fine febbraio. «A questo punto – commenta al termine il difensore Fontanesi – valuterò se presentare un patteggiamento di entità diversa, oppure se puntare sul rito abbreviato se non al rito ordinario. Vedremo».
Nella prima udienza del 18 novembre scorso la difesa aveva chiesto un rinvio per fare preliminarmente un’offerta risarcitoria a Di Mauro, prima di chiedere il rito con cui affrontare il processo. Strategia difensiva che si è però arenata su due punti.
In primis la proposta risarcitoria che è stata rifiutata dal ferito, sempre presente in aula e tutelato dall’avvocato Cataliotti nella costituzione di parte civile.
In seconda battuta il giudice Beretti non ha dato il consenso per la trasformazione della misura cautelare, quindi l’imputato rimane agli arresti domiciliari.
Mentre nell’udienza di convalida dell’arresto Giuliano ha confessato ammettendo le proprie responsabilità, ha chiesto scusa dicendo di aver agito per gelosia (ha spiegato di aver perso la testa e di essere stato accecato dalla gelosia verso la rumena) e, ha raccontato il suo legale Fontanesi, ora pensa solo a recuperare il rapporto con la moglie.
Il 2 novembre scorso, usando un coltellino multiuso, Giuliano al culmine di un litigio aveva cominciato a colpire Di Mauro alla schiena e sui glutei, procurandogli ben otto ferite. —
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