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L’intervista  

«Investimento d’affari con un occhio alla città»

E.L.T.
«Investimento d’affari con un occhio alla città»

Ovs rinegozierà il contratto, lo stabile sarà sottoposto a un’altra ristrutturazione Menozzi: «Progetto pronto tra qualche mese, lo sveleremo col nostro partner»

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REGGIO EMILIA. «Il nostro è un investimento d’affari ma che avrà un impatto sulla città, come si aspettano del resto i reggiani». Daniele Menozzi ha le idee chiare ma la bocca quasi cucita. «Abbiamo degli accordi di riservatezza e ci serve un po’ di tempo, anche se non troppo, per lavorare sul progetto finale che poi presenteremo con il nostro investitore alla città» annuncia l’ex sindaco di Campegine ed ex dirigente del ramo immobiliare di Coopsette, che con altri 5 ex colleghi ha creato uno spin-off dalla cooperativa fallita, per agguantare così occasioni come il mercato coperto, meraviglia liberty di via Emilia San Pietro, attualmente occupato solo da Ovs ma che dovrebbe tornare ad essere quel sogno fatto di meno vestiti e più cibo, in stile mercato delle di Bologna. Menozzi e soci hanno quote paritetiche di Rei srl, società al momento sotto capitalizzata (appena 10mila euro) ma che dovrebbe irrobustirsi dopo l’acquisto della galleria in vista della ristrutturazione.

Menozzi, ci avete messo molto per arrivare all’acquisto. Come mai?

«È stata lunga perché abbiamo dovuto lavorare su diverse criticità, mutuo compreso. Ci sono questioni poi societarie e commerciali, così come quelle che riguardano l’impatto sulla città. Noi abbiamo fatto una valutazione seria ritenendo di avere le competenze per reinventare lo spazio del mercato coperto. Da un lato ci sarà il punto di vista delle città, ma dall’altro facciamo gli imprenditori».

C’è molta aspettativa sul rilancio di quello spazio. C’è chi ha parlato di aggiungere della ristorazione. Cosa avete in mente?

«L’aspettativa è palpabile e cercheremo di raccogliere suggerimenti e di condurli verso una proposta sostenibile. Nei prossimi mesi esporremo quanto abbiamo ideato. Posso dire che non è un progetto nato recentemente, ma sono anni che ci lavoriamo su. Faremo il possibile affinché sia una proposta apprezzata dai reggiani e anche dal mercato».

Avete pagato un prezzo simbolico perché vi accollate un debito milionario. Non rischiate di trovarvi una banca come socio di maggioranza?

«È chiaro che si è aperta una fase di negoziazione con la banca ma non abbiamo necessità di soci finanziari. Abbiamo un partner industriale che presenteremo con il progetto. Posso però dire che non è reggiano e di grande respiro».

Siete tutti ex dipendenti Coopsette. Com’è nata Rei?

«È vero, siamo professionisti che provengono dall’esperienza del real estate di Coopsette. Ci siamo messi in proprio, mettendo noi stessi equity e senza l’aiuto di nessuno. La nostra società non ha forma cooperativa, fa consulenza e lavora su investimenti sia direttamente che indirettamente».

Ovs ha chiesto di rinegoziare il contratto visti anche i risultati nel periodo Covid. Ridurrete la superficie per introdurre nuove attività?

«Ovs ha una presenza importante e il contratto sarà rinegoziato. Noi abbiamo fatto un investimento importante per rilevare la società e ne faremo un altro altrettanto importante per trasformare il mercato. Il progetto sarà presentato al Comune sperando intanto che il Covid diventi un ricordo». —

E.L.T.

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