Gazzetta di Reggio

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i sindaci SUI RIFIUTI 

Nico Giberti «Allo studio modelli alternativi»

Adr.Ar.

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casalgrande. «Per ottenere i risultati migliori per i cittadini, è indispensabile confrontarsi avendo una visione d’insieme e non attraverso iniziative individuali». Provoca la reazione degli altri sindaci reggiani, la proposta casalgrandese. A rispondere è Nico Giberti, primo cittadino di Albinea e coordinatore del consiglio locale di Atersir (l’agenzia regionale per i servizi idrici e rifiuti) di cui fanno parte tutti i Comuni. «Il Piano d’ambito preveda già la sperimentazione di modelli alternativi al porta a porta (modelli di prossimità, ndr), limitati alle aree più decentrate». L’esempio è quello della montagna, territorio poco adatto al porta a porta: «Con l’Unione dell’Appennino da tempo sono in corso queste valutazioni». Questo, per Giberti, non cambia però le valutazioni generali: «Che il porta a porta non sia un modello da superare a priori lo dimostrano i numeri – dice –. Per alcuni Comuni già dopo un anno di esercizio del sistema la soglia di differenziazione è aumentata anche di 20 punti, superando il 90%. Il modello La Spezia, sbandierato dal sindaco di Casalgrande, si è limitato a un passaggio di differenziata dal 67 al 75%». «Il consiglio locale reggiano – conclude Giberti – ha chiesto ad Atersir che, nel corso del 2021, si arrivi all’approfondimento per modificare il Piano d’ambito per alcune aree della provincia. L’elaborazione, che porteremo a termine quest’anno, servirà anche per la base di gara del nuovo affidamento del servizio di raccolta rifiuti, prevista per il 2022». —

Adr.Ar.

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