Il sindacalista Uriti «Questo contratto passerà alla storia»
REGGIO EMILIA. Se il contratto dei metalmeccanici è stato rinnovato con successo (e questo riguarda 28mila persone nella nostra provincia) è stato anche grazie a Reggio Emilia.
Proprio nella nostra città, infatti, lo scorso 21 settembre scorso si era tenuta una tappa fondamentale di una trattativa durata oltre un anno. Da un lato i sindacati di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil dall’altro le controparti di Federmeccanica e Assistal. Della delegazione trattante nazionale hanno fatto parte, peraltro, due reggiani: Giorgio Uriti, segretario generale Fim Cisl Emilia Centrale, e Giovanni Caruso, segretario generale Fim Cisl Emilia Romagna.
«È stato forse uno dei rinnovi contrattuali più difficili degli ultimi decenni, tra pandemia, una crisi economica e sociale a cui si è aggiunta anche quella politica – spiega Uriti – Questo contratto passerà alla storia soprattutto per la riforma dell’inquadramento professionale, che prima era fermo al 1973 e per il quale ci siamo spesi. Il nuovo inquadramento aggiorna i sistemi di valutazione della professionalità dei lavoratori». Non solo: «Un grande lavoro – dice Uriti – è stato svolto per rafforzare la parte sulle relazioni industriali: diritti d’informazione, confronto, partecipazione, formazione, diritto soggettivo, introduzione della clausola sociale sugli appalti pubblici, violenza di genere e smart working».
Quanto alla parte economica, il nuovo contratto nazionale dei metalmeccanici, che è entrato in vigore in gennaio e durerà fino a giugno 2024, prevede un aumento medio di 112 euro in busta paga per il quinto livello (100 euro per il terzo livello). L’aumento sarà erogato in quattro tranche: 25 euro il prossimo giugno, 25 euro a giugno 2022, 27 euro a giugno 2023 e 35 euro a giugno 2024. Ai 112 euro di aumento si sommano i 12 euro di Ipca (indice prezzi al consumo) sui minimi da giugno 2020 per effetto dell’ultrattività del contratto nazionale precedente, scaduto a fine 2019. Sono confermati, inoltre, 200 euro l’anno di benefit.
«Con questo rinnovo – aggiunge Uriti – la contrattazione torna a occuparsi del valore del lavoro e della professionalità, guardando ai cambiamenti che stanno interessando la transizione tecnologica e la competenza dei lavoratori metalmeccanici. Tra i tanti temi normativi definiti in chiave innovativa spicca una risposta di miglior tutela per il futuro dei giovani attraverso una copertura più alta per la previdenza complementare. Abbiamo, infatti, concordato – conclude il segretario generale della Fim Cisl Emilia Centrale – l’innalzamento del contributo aziendale a Cometa (il fondo di previdenza integrativa), che dal 2022 passa dal 2 al 2,2% per gli under 35». —
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