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VISMARA 

Non c’è certezza di una notifica L’omologa rinviata ad aprile

L.V.

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REGGIO EMILIA. Una mancata ricevuta di ritorno della notifica di un piccolo creditore estero che avrebbe potuto potenzialmente proporre opposizione. È la ragione all’origine della decisione del giudice Niccolò Stanzani Maserati di rinviare all’8 aprile l’omologa del concordato di Vismara, società del gruppo Ferrarini finita a sua volta in concordato, a un passo dal rilancio. Un mese fa c’è stato il via libera dei creditori al concordato di Vismara, che resterà in mano alla Ferrarini. Si è infatti chiusa la procedura per la raccolta dei voti dei creditori chirografari, la cui maggioranza ha accettato l’offerta: un rimborso del 20% con strumenti finanziari per una sorta di dividendo in caso di utile. Vismara ha ripreso a lavorare sotto la direzione del nuovo top manager, Pierluigi Colombi, ex Citterio. L’esposizione è di circa 90 milioni, ma a dover votare positivamente il piano – l’unico finito sul tavolo del commissario giudiziale Franco Cadoppi dopo l’interessamento di Amadori – erano gli stessi fornitori, che hanno dato credito al lavoro svolto dal commercialista incaricato della procedura dal tribunale fallimentare di Reggio.

Ieri la seduta si è aperta regolarmente, ma nell’impossibilità di accertare il buon fine di una notifica inviata a un creditore estero (titolare di un credito di modestissima entità che la società ha tentato di raggiungere sia a mezzo raccomandata che con ufficiale giudiziario), il giudice ha dovuto disporre il rinvio . —

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