Spacciava con la carrozzina condannato un giovane padre
Mascherava la vendita illegale di dosi di eroina in stazione girando con la figlia I carabinieri hanno ricostruito l’attività con intercettazioni e sentendo i clienti
guastalla. Diversi anni fa il pakistano Tehseen Waris (ora 32enne, residente a Luzzara) era stato bloccato dai carabinieri nell'area della stazione ferroviaria: spacciava eroina, usando come "paravento" la figlioletta in carrozzina.
Uno stratagemma che quel giorno non aveva, però, funzionato, il resto poi lo avevano fatto le intercettazioni e i racconti dei “clienti” raccolti dall’ Arma di Guastalla.
Da qui l’accusa al pakistano di essere uno spacciatore di eroina. Ieri mattina – in tribunale a Reggio Emilia – è arrivata la sentenza su questa vicenda di droga. In aula l’imputato non c’è, rappresentato comunque dall’avvocato d’ufficio Vera Sala. La Procura ha chiesto la condanna a sei mesi di reclusione e 2mila euro di multa. Da parte sua l’avvocatessa Sala ha puntato sul minimo della pena, ma con la sospensione condizionale della pena stessa. Richiesta difensiva accolta dal giudice Silvia Guareschi che ha condannato Waris a sei mesi di reclusione con relativa multa (ma la pena è sospesa). L’arresto del giovane straniero era maturato sulla scia una segnalazione molto dettagliata da parte di un cittadino: «Accorrete, perché vi sono tre giovani che cercano di vendere droga in stazione ai passanti». I militari velocemente piombavano sul posto (cioè il piazzale della stazione ferroviaria) e subito capivano chi effettivamente c'entrava con lo spaccio. Solo apparentemente Waris è un padre premuroso, in realtà ha con sè 12 dosi di eroina (complessivamente 3 grammi) nascoste in un pacchetto di sigarette e pronte per la vendita. Nell’udienza di convalida dell’arresto emergeva che il pakistano è disoccupato e per un pasto sicuro va alla mensa della Caritas a Reggio Emilia. Condizioni economiche drammatiche, a cui disastrosamente si associa la tossicodipendenza: «Prima l'eroina me l'iniettavo, ora la fumo. Quella droga l'avevo con me per uso personale». Una giustificazione che non convinceva il giudice, anche perché c'è chi aveva visto il pakistano offrire l'eroina, inoltre aveva con sè un bel numero di dosi. Poi i carabinieri andranno ancora più a fondo a questa storia. —
T.S.
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