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Spaccio e munizioni Per un 32enne cade la doppia imputazione

T.S.
Spaccio e munizioni Per un 32enne cade la doppia imputazione

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reggio emilia. È stato assolto dal giudice Cristina Beretti «perché il fatto non sussiste» il marocchino 32enne Yassine Assim che il mese scorso era finito nei guai per spaccio di stupefacenti.

Nel giudizio con rito abbreviato ha, quindi, prevalso la tesi difensiva dell’avvocato Nicola Tria, emersa fin dall’udienza di convalida: «Oggettivamente, la droga sequestrata (un etto fra marijuana e hascisc, ndr) può essere inquadrata come una scorta ad uso personale, in quanto non vi sono elementi di prova che facciano pensare alla cessione di questi stupefacenti».

L’origine dei fatti l’11 gennaio poco dopo le 18.30 quando una pattuglia dell’Arma transitando lungo via Giordano Bruno a Cadè, ha notato davanti alla sua in abitazione – come se fosse in attesa di qualcuno – il 32enne, noto per i suoi precedenti in materia di stupefacenti.

L’uomo, alla vista dei carabinieri, si era allontanato velocemente all’interno dell’attiguo garage, liberando nel contempo i suoi due pitbull. A questo punto i carabinieri lo hanno invitato a chiudere i due cani di nuovo nel box.

Alla luce di quanto accertato e considerati i precedenti specifici a carico dell’uomo, sono passati alla perquisizione, che dava esito positivo

Sul bordo di una finestra vicino alle cucce dei cani, i carabinieri infatti trovano tre involucri in cellophane contenenti oltre 10 grammi di hascisc.

Nel cassetto del mobile del salotto veniva rinvenuta una busta con 12 grammi di marijuana e un bilancino di precisione con tracce di stupefacente sul piatto di pesatura. In cucina, una volta rimosso lo zoccolo, nascosta sotto un mobile, veniva trovata un’altra busta in cellophane con 85 grammi di marijuana.

In aula il nordafricano ha negato di essere un pusher: «Quella droga è roba mia, sono un consumatore».

Sempre durante la perquisizione, all'interno di un armadio di una delle camere da letto venivano infine trovate 61 cartucce calibro 7,65 e 15 calibro 357 magnum illegalmente detenute.

Per quest’ultimo rinvenimento era scattata l’accusa di detenzione abusiva di munizioni da parte del pm Isabella Chiesi (titolare del fascicolo). Ma anche questa imputazione si è sfaldata nel processo, perché le munizioni erano state rinvenute in una porzione della casa non occupata dal nordafricano, da qui l’assoluzione «per non aver commesso il fatto». —

T.S.

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