Accusata di ricattare l’ex amante: assolta
Un 63enne sosteneva di aver dovuto versare 53mila euro e di essere stato stregato con il voodoo: non gli credono
REGGIO EMILIA. Un reggiano di 63 anni ha accusato l’ex amante, di vent’anni più giovane, di avergli estorto 53mila euro sotto il ricatto di rivelare la tresca alla moglie. Ma quanto dichiarato in udienza dall’uomo – il fatto che, prima di essere minacciato, lei gli avrebbe messo nel cibo delle strane pillole woodoo, in grado a suo avviso di alterargli la volontà – non ha convinto il giudice, che ha assolto la donna perché il fatto non sussiste. A fronte di una richiesta di condanna, da parte del pm, di cinque anni di carcere e 300 euro di multa, si è concluso con una assoluzione piena il processo a carico di una nigeriana di 42 anni, accusata di estorsione aggravata nei confronti dell’ex.
La denuncia del reggiano, nato e residente in città, risale al 14 agosto del 2017, quando il 63enne ha sporto querela nei confronti della 42enne. Secondo il capo d’imputazione la 42enne, dopo aver intrattenuto una relazione sentimentale durata un paio d’anni con il 63enne mentre questi era sposato, «con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso e in tempi diversi, con minaccia consistita nell’affermare che se l’uomo non avesse aderito alle sue richieste avrebbe riferito della relazione extraconiugale alla moglie, lo costringeva a consegnarli denaro contante, procurandosi un ingiusto profitto pari a circa 53.850 euro». È qui che le versioni dei due divergono profondamente. Secondo la versione dell’uomo – costituitosi parte civile e difeso dall’avvocato Costantino Diana – sarebbe stato ripetutamente minacciato dalla donna e, per ottenere il suo silenzio, sarebbe stato costretto a versarle somme di denaro. In un periodo compreso tra il settembre 2015 e l’agosto 2016 l’uomo ha prelevato in banca oltre tremila euro per volta per consegnarli all’amante. Il reggiano si sarebbe piegato al ricatto per quasi un anno; quando però l’amante aveva alzato il tiro e preteso 11mila euro in un’unica soluzione, lui si sarebbe rifiutato svelando tutto alla moglie.
La 42enne invece, ora sposata e residente nel Veronese, ha negato con forza: secondo la donna è tutto falso, una storia che si sarebbe inventata l’ex per giustificare agli occhi della consorte i regali che le faceva di sua spontanea volontà. L’ex amante, difesa dall’avvocato Mario Di Frenna, è stata rinviata a giudizio il 18 maggio 2018. Nelle diverse udienze sono emersi due particolari. L’ex amante era una cara amica della moglie: le due donne andavano a messa insieme, perciò sarebbe stato un gioco da ragazzi per la 42enne raccontare la verità all’amica. Non solo: il 63enne ha dichiarato che, in una fase iniziale, lui le avrebbe elargito dei soldi perché “stregato” da strane pillole che lei gli somministrava insieme agli alimenti. L’avvocato difensore ha fatto leva sulle incongruenze delle dichiarazioni dell’uomo e ha sottolineato come i testimoni della parte civile (la moglie e il fratello di lui) non abbiano chiarito i dubbi sull’andamento dei fatti. Dello stesso avviso il giudice Silvia Guareschi, che ha assolto l’imputata. —
Am.P.
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