Caso Palamara, aperto un altro disciplinare nei confronti di Morlini
Il secondo procedimento comincerà al Csm a metà maggio Dopo le intercettazioni all’hotel Champagne, ora le chat
reggio emilia. Diventa sempre più delicata la posizione del giudice Gianluigi Morlini che è dal luglio scorso davanti alla sezione disciplinare del Csm (la prossima udienza si terrà a metà febbraio) per la vicenda della riunione notturna all’hotel Champagne di Roma del 9 maggio del 2019, in cui si incontrarono 5 consiglieri del Csm poi dimessisi, fra cui la toga reggiana (al tempo presidente della Quinta Commissione competente sulle nomine), i politici Luca Lotti e Cosimo Ferri, e lo stesso Palamara.
Ora nei confronti del magistrato reggiano è scattata un’altra iniziativa disciplinare davanti al Csm, come conferma alla Gazzetta il legale che lo difende (cioè il professor Vittorio Manes).
Questo secondo procedimento comincerà il 14 maggio e sarebbe focalizzato sulle chat legate al caso di Luca Palamara in cui Morlini appare come interlocutore del magistrato ora radiato. Due toghe al tempo molto attive nell’ambito della corrente Unicost.
Per il giudice civile reggiano questa seconda tegola disciplinare va ad aggiungersi alla recente denuncia presentata dal noto penalista Carlo Taormina: «Ho depositato presso i carabinieri di Roma perché la trasmettano alla Procura di Perugia la denuncia contro i magistrati responsabili dei fatti narrati da Palamara nonché di quelli emergenti dalle note chat – ha spiegato il legale alla stampa – e la denuncia riguarda i singoli episodi di abuso di ufficio consumati in violazione della legge che prevede l’obbligo di far derivare nomine e promozioni dalle inderogabili comparazioni di merito».
Tra le nomine portate da Taormina all’attenzione dell’autorità giudiziaria ci sono quelle relative alle procure di Roma, Napoli, Reggio Calabria, Palermo, Milano e Perugia, e del «Direttore nazionale antimafia». Per quanto riguarda Roma in particolare l’avvocato chiede di accertare «possibili fattispecie di corruzione». Nello specifico il suo riferimento è alla vicenda della riunione notturna all’hotel Champagne di Roma (fra i partecipanti vi era appunto Morlini, ndr) in cui si affrontò il discorso sulla nomina del procuratore capo di Roma. Il tutto ricostruito tramite le intercettazioni captate dal trojan inserito nel cellulare di Palamara (su di lui stava indagando la Procura di Perugia). «Nella mia denuncia rientra anche quanto avvenne all’hotel Champagne. In generale, ho presentato questa denuncia per puro spirito di civismo – aggiunge Taormina – pur sapendo che il sistema della magistratura è quello del passato e non farà nulla per modificarlo». —
T.S.
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