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SANT’ILARIO 

Passa la variante urbanistica Al centro le riqualificazioni

Menozzi: «Strumento utile sia per aziende, sia per privati. Non previste nuove aree  edificabili». Un progetto di rigenerazione per Bellarosa

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SANT’ILARIO. Il consiglio comunale di giovedì ha approvata la variante urbanistica per la riqualificazione. Secondo l’assessore comunale all’urbanistica Daniele Menozzi, si tratta di «stimoli e facilitazioni per aziende e privati che intendono investire sulla riqualificazione dell’esistente – e puntualizza –. Non sono previste nuove aree edificabili».

«Si tratta di una variante che è uno strumento efficace per il sostegno alle aziende e ai privati che si impegnano nella valorizzazione del patrimonio esistente e nello sviluppo delle proprie imprese – continua l’assessore –. Uno strumento pensato in particolare per facilitare il recupero edilizio e introdurre maggiore flessibilità nelle norme che consentono di cogliere l’obiettivo della rigenerazione».

La variante è passata con il voto favorevole di Sant’Ilario Futura e Centrodestra Sant’Ilario e l’astensione di Alternativa Civica e M5S. «È un grande risultato – dice Menozzi –, soprattutto perché consente di portare avanti la nostra politica di sostegno e di implementazione allo sviluppo di aree produttive e alla rigenerazione delle strutture industriali ora in disuso e perché serve anche da stimolo per gli investimenti privati nelle abitazioni».

Per gli amministratori locale è un risultato che si pone con coerenza sulla scia avviata con l’approvazione nel 2014 di un Piano urbanistico che non prevedeva alcuna nuova area edificabile e proseguita con i più recenti provvedimenti in materia di riduzione del contributo di costruzione per interventi sul patrimonio edilizio esistente.

«La variante nasce dalle esigenze del territorio – continua Menozzi – dall’applicazione quotidiana dello strumento urbanistico, dalla necessità di tutela e più equilibrato sviluppo urbanistico di talune porzioni di edificato in ambito urbano. L’iter di approvazione durato un anno ha visto il confronto delle diverse commissioni e ha stimolato un approfondimento puntuale dei singoli contesti oggetto di variante e del possibile impatto urbanistico da essi generato. Il risultato è che non ci sarà nessuna nuova unità immobiliare in aumento rispetto a quelle individuate e pianificate nel Piano strutturale comunale».

In particolare, per la zona industriale “Bellarosa” di Calerno, dopo una riduzione del contributo di costruzione del 50% rispetto alla delibera regionale, si punta sulla riqualificazione urbanistica con la modifica della zonizzazione che mediante accordi con i privati, previsti dalla nuova legge urbanistica, potrà consentire maggior flessibilità nello sviluppo industriale degli stessi.

Nuovi usi insediabili e ridefinizione delle norme anche per la zona commerciale di Bellarosa, di fronte alla via Emilia, hanno l’obiettivo di catturare nuovi interessi e attività, garantendo ovviamente il rispetto del limite delle superfici di vendita medio-grandi. «Da una parte – conclude Menozzi – si cerca di sostenere gli interventi di recupero dei privati con la variante e la riduzione oneri, dall’altra l’Amministrazione sta predisponendo un progetto di progressiva rigenerazione del contesto produttivo, prendendo ad esempio gli interventi delle zone industriali di Reggio Emilia come Mancasale e il Villaggio Crostolo».

La variante, che ha incassato l’ok della Provincia in merito alla valutazione ambientale, integrao le norme già esistenti con specifiche in merito al piano di gestione del rischio alluvioni dell’autorità di bacino del fiume Po, la progettazione in prossimità di elettrodotti e la realizzazione degli impianti di distribuzione carburanti. —

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