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GATTATICO 

Una serra di marijuana in casa Notte in cella per un 18enne

M.F.-T.S.
Una serra di marijuana in casa Notte in cella per un 18enne

Nei guai finisce anche la mamma con la quale vive: non poteva non sapere Il ragazzo davanti al giudice: «È per uso personale». Rimesso in libertà

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GATTATICO. Un giovane di 18 anni, insospettabile perché incensurato, coltivava di tutto punto una serra di marijuana nella casa dove vive con la madre. È stato scoperto e arrestato dai carabinieri della stazione di Gattatico. Si tratta di Alessandro Brizzi, residente in paese: deve rispondere di coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nei guai è finita anche la mamma, un’operaia di 40 anni, che non poteva non sapere dell’attività del figlio dal momento che la stanza dove si trovava la serra era accessibile anche a lei. È indagata a piede libero e ieri ha seguito con apprensione l’udienza di convalida dell’arresto del figlio.

Nonostante la giovane età il giovane, disoccupato, si è rivelato un “imprenditore” specializzato in stupefacenti. All’insospettabile, in quanto incensurato, i carabinieri hanno sequestrato circa un etto tra hascisc e marijuana, un bilancino di precisione, circa 2.000 euro in contanti ritenuti provento dello spaccio, 6 piante di marijuana dell’altezza di oltre mezzo metro con infiorescenze del peso di 700 grammi, fertilizzanti vari e un’intera serra costituita da tecnostruttura contenente impianto di irrigazione, aerazione nonché temporizzatore e misuratore digitale di acidità dell’acqua e del terreno. L’arresto è avvenuto nel tardo pomeriggio di giovedì quando una pattuglia dei carabinieri di Gattatico ha proceduto al controllo di Brizzi che si trovava seduto, in sospettosa attesa, su di una panchina del parco, trovato in possesso di una sigaretta con all’interno marijuana.

Questo e la preoccupazione esternata dal giovane all’atto dei controlli hanno indotto ad approfondire con una perquisizione domiciliare. Inutile per Brizzi, al primo intervento dei militari, consegnare spontaneamente un pezzo di hascisc del peso di 30 grammi: ciò non ha infatti impedito che i carabinieri procedessero poi anche alla perquisizione. Nella camera da letto del 18enne i militari hanno trovato circa 2mila euro in contanti (ritenuti provento dello spaccio), alcuni barattoli in vetro con all’interno circa un etto di marijuana e un bilancino di precisione. In una camera di libero accesso è stata invece localizzata una serra dove il giovane produce la marijuana destinata allo spaccio, costituita da una tensostruttura con all’interno 6 piante di marijuana dell’altezza di oltre mezzo metro con infiorescenze del peso di 700 grammi, fertilizzanti vari, impianto di irrigazione, aerazione nonché temporizzatore e misuratore digitale di acidità dell’acqua e del terreno. Il tutto è finito sotto sequestro.

Ieri mattina Brizzi ha ammesso – in tribunale a Reggio Emilia, davanti al giudice Simone Medioli Devoto – di coltivare la “maria” ma per uso personale e di aver speso circa 1.500 euro per allestire la serra. Per l’indagato la pm Maria Rita Pantani (titolare del fascicolo) ha chiesto la misura cautelare del carcere, a cui si è opposto l’avvocato difensore Vainer Burani: «Il mio assistito ha ammesso e una dichiarazione così genuina l’ho sentita poche volte in aula. Non c’è il pericolo di fuga, non può inquinare le prove e nemmeno reiterare il reato. Il carcere è eccessivo». Tesi difensiva che ha convinto il giudice: ora Brizzi ha l’obbligo di firma. Sarà processato il 19 febbraio. —

M.F.-T.S.

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