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Anziano raggirato con la scusa dei controlli di operatori Iren

Adriano Arati

Ancora un caso in cui la vittima è una persona anziana. L’uomo sospetta di essere stato stordito col gas. Episodi anche tra Scandiano e Rubiera

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CASALGRANDE. Entrano in casa di un anziano di Casalgrande spacciandosi per funzionari di Iren, lo ingannano e si fanno consegnare denaro e oggetti di valore. Una dinamica certo non inedita, quella del furto compiuto nella mattinata di venerdì nell’abitato del capoluogo casalgrandese. La vittima è una persona di età ormai avanzata, che sospetta di essere stato stordito con un gas in grado di fargli perdere lucidità.

A metà mattina, alla sua porta si sono presentati due uomini, con gilet fosforescenti e falsi cartellini di Iren, che si sono qualificati come rappresentanti dell’azienda che nel territorio reggiano si occupa di forniture idriche, di energia e di smaltimento rifiuti. Visto che spesso dei veri operatori girano porta a porta per verificare contatori e condutture, e per fare proposte sui contratti per le utenze, l’anziano non ha avuto particolari sospetti, almeno all’inizio. Dopo qualche insistenza ben formulata dai due, ha quindi fatto entrare nella propria casa la coppia e lì sono iniziati i problemi. L’uomo, a quanto ha raccontato ai parenti e alle forze dell’ordine, a un certo punto ha iniziato a sentirsi confuso, incapace di agire razionalmente, e ha quindi esaudito la richiesta dei due falsi addetti di mostrargli le stanze in cui custodiva denaro contante, gioielli, orologi e prodotti di pregio.

A quel punto, il gioco era fatto, i due truffatori hanno raccolto quanto volevano e se ne sono andati, lasciando il casalgrandese imbambolato. Solo dopo diverso tempo, la vittima del furto si è resa conto dell’accaduto e ha chiamato il proprio figlio.

I dettagli sulla dinamica precisa dell’accaduto sono ancora da ricostruire, di certo vi è la sparizione di soldi e oggetti. E vi sono altre numerose segnalazioni su tentativi simili, verificatisi nelle ultime settimane. L’allarme di venerdì, condiviso in zona dai parenti e dagli amici per mettere in guardia altre persone, ha fatto emergere diverse testimonianze su tentativi similari avvenuti sempre fra giovedì e venerdì in diverse località casalgrandesi.

Sempre venerdì mattina, anche a Rubiera era stata diffusa un’allerta similare, sottolineata anche dal sindaco Emanuele Cavallaro: in questo caso, i falsi lavoratori Iren chiedevano di entrare nelle abitazioni spiegando di dover montare un dispositivo di sicurezza obbligatorio, da pagare sul momento con contanti o bancomat. Non vi era nulla di vero, le aziende di gestione energia non chiedono pagamenti diretti per simili attività.

Poche settimane fa, le segnalazioni erano arrivate dal versante vicino della pedecollina reggiana, fra Borzano di Albinea e Scandiano. A Borzano, tre uomini con pettorine e distintivi falsi hanno provato a introdursi in diverse case, solitamente quelle in cui si trovavano solo anziani, per cercare di portare via materiali di valore: due operatori intrattenevano il padrone di casa, e un altro, con qualche motivazione, si aggirava fra cassetti e borse. A Scandiano, invece, la copertura era rappresentata dall’azienda sanitaria. Uomini con un tesserino farlocco dell’Ausl hanno bussato a diverse porte raccontando di dover ispezionare i rubinetti dell’acqua, così da verificare la presenza di batteri e malattie non meglio specificate nelle conduttore idriche. Una motivazione adattata ai tempi pandemici. —

Adriano Arati

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