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LA PROTESTA 

I cittadini in piazza per fermare l’antenna «Sindaco vieni fuori»

Leonardo Grilli
I cittadini in piazza per fermare l’antenna «Sindaco vieni fuori»

I residenti di via Portella delle Ginestre davanti al municipio «Diciamo no al nuovo impianto di telefonia mobile»

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Leonardo Grilli

reggio emilia. Distanziati, protetti dalle mascherine e armati di cartelli ma non per questo meno decisi e – soprattutto – inferociti.

La protesta dei residenti della Canalina, contrari all’installazione di una nuova antenna della telefonia mobile in via Portella delle Ginestre, è sbarcata ieri mattina in piazza Prampolini. L’abbondante nevicata e il gelo pungente non hanno raffreddato affatto la rabbia di una cinquantina di manifestanti che, sotto al municipio, hanno più volte invocato l’intervento del sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi.

Arrivando persino a urlargli, direttamente sotto le finestre del Comune, di scendere al grido di «fuori, fuori!». Tanti anche i cartelli esposti dai manifestanti che rimandavano ai «rischi per la salute» collegati all’installazione di una nuova antenna così vicina al centro abitato.

«Diciamo no anche oggi – ha spiegato al megafono Valeria Bigliardi del comitato di cittadini della Canalina – come allora, quando nel 2005 abbiamo rinunciato a ingenti compensi per non installare le antenne sui nostri tetti. Oggi senza nessun confronto con i residenti abbiamo scoperto, andando a chiedere a coloro che stavano lavorando cosa stesse accadendo, che il Comune ha concesso un’area demaniale per costruire un’antenna di più di 30 metri a neanche 30 metri di distanza dalle case».

Antenna che, dunque, «sorgerà davanti a balconi e finestre, le onde impatteranno su tutta la popolazione vicina e soprattutto sui nostri e vostri figli che frequentano le scuole lì vicino: la scuola dell’infanzia Don Guglielmi, la scuola dell’infanzia Balducci, la scuola elementare Calvino, i poli sportivi che frequentati da centinaia di studenti».

La richiesta dei residenti, conclude quindi Bigliardi, «è un confronto per trovare delle soluzioni alternative meno impattanti. Lo abbiamo chiesto anche per iscritto ma per ora non è stato concesso e per questo siamo venuti in piazza. Lo chiediamo a lei sindaco, ci aspettiamo che ci riceva, siamo molto amareggiati. Nel 2005 si era trovato un compromesso ma oggi, con un blitz improvviso, i lavori sono già partiti». —

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