«Il no alle isole ecologiche? Preconcetti e folklore politico»
Si accende la discussione sulla gestione dei rifiuti. Replica di Daviddi a Nasciuti: «La nostra proposta si basa su uno studio approfondito»
CASALGRANDE. «La nostra proposta sulla gestione dei rifiuti è uno studio approfondito e competente, questo tipo di proposta è efficiente, con costi ottimizzati e sostenibile, ma bisognerebbe avere voglia di ragionare a mente aperta». Continua il duello a distanza nel comprensorio ceramico sul tema della raccolta rifiuti, una discussione accesa dalla proposta del Comune di Casalgrande di passare dal porta a porta alle “ecoisole” accessibili con una tessera.
L’idea è stata bocciata dal sindaco scandianese Matteo Nasciuti, ora arriva la replica del primo cittadino casalgrandese Giuseppe Daviddi.
Casalgrande è il principale Comune reggiano non governato dal Pd, e il tema viene ribadito: «Sapevamo che la nostra proposta avrebbe causato una levata di scudi preconcetta, del resto siamo abituati a un certo tipo di operazioni ideologiche che mettono in secondo piano il merito delle proposte rispetto alla logica politica, ma per noi l’interesse principale è il servizio erogabile con il miglior rapporto qualità-spesa ai cittadini». E a ogni modo, puntualizza Daviddi, i dettagli della proposta da valutare a livello regionale valgono solo per Casalgrande: «L’amministrazione che rappresento ha fatto una proposta che riguarda il suo territorio, ci fa piacere che questo abbia suscitato un grande interesse anche da parte di altri Comuni, ma ribadisco, ci occupiamo di Casalgrande e del bene dei nostri cittadini. Lasciamo ad altri la cura dei loro territori, non potendo però non rilevare che certi pruriti purtroppo appartengono più al folklore politico che al ragionamento», è la puntualizzazione condita di acido.
Per quanto riguarda i dettagli sulla struttura a “ecoisole” lo studio di cui parla Daviddi è «fatto in collaborazione con l’ente attualmente gestore del servizio (Iren) che abbiamo ben dettagliato e motivato».
Si tratta di «una soluzioni diffusa in molte aree europee». Senza contare, aggiunge,«l’aspetto culturale ed educativo: una volta a regime, permetterà di introdurre una tariffa puntuale che premierà i comportamenti virtuosi e spingerà ad avere una maggiore coscienza relativa ai rifiuti». —
Adr.Ar.
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