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L’addio ad Aldrovandi nel segno delle sue battaglie

Mauro Pinotti
L’addio ad Aldrovandi nel segno delle sue battaglie

In tanti ieri a Pieve hanno partecipato al funerale dell’ambientalista 78enne Al vialetto appese le bandiere dei movimenti a cui ha dato grande aiuto

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GUASTALLA. C’erano tutti gli amici e compagni di tante battaglie, non solo reggiani, al funerale di Gianfranco Aldrovandi, 78 anni, morto all’ospedale di Guastalla, dopo un’agonia durata 10 giorni a causa di un’ischemia cerebrale.

La bara, avvolta nella bandiera arcobaleno della Pace coperta di rose bianche e rosse, appena varcato il cancello del vialetto che porta alla basilica di Pieve dove è stata celebrata la messa, è stata accolta da un applauso spontaneo. Raccolti e in lacrime i familiari dell’ambientalista scomparso, soprattutto la figlia che non ha mai staccato gli occhi dalla fotografia del padre che era stata sistemata sopra la bara.

Tra i banchi della basilica c’era anche l’onorevole Davide Zanichelli, parlamentare reggiano del Movimento Cinque Stelle che, in un suo messaggio di cordoglio alla famiglia, ha ricordato, al tempo del suo mandato in consiglio comunale a Guastalla, il grande impegno civile ed ambientalista di Aldrovandi. Presente alla messa anche la sindaca Camilla Verona. Ad officiare la messa è stato monsignor Francesco Marmiroli, forse l’unico sacerdote con cui Aldrovandi era riuscito a restare in contatto, ad avere un dialogo, e col quale è continuato lo scambio di mail soprattutto dopo la sospensione delle attività dell’oratorio di Pieve, ultima grande battaglia di Aldrovandi. Monsignor Marmiroli, nella sua omelia, ha citato spesso Giobbe, personaggio biblico noto per la sua proverbiale pazienza. In alcuni passaggi della sua riflessione, è come se avesse paragonato Aldrovandi a Giobbe nel senso di uomo, integro e retto che ha spesso sopportato le ingiustizie, ma che non si è mai dato per vinto: il giusto che soffre senza colpa. Aldrovandi ha sempre cercato per le sue battaglie civili ed ambientaliste forme di giustizia che dovevano colpire chi fa del male e dovevano assolvere e premiare i giusti che si battevano per una buona causa. «Ora certe problematiche che lo assillavano – ha detto monsignor Marmiroli – le chiarirà al cospetto di Gesù in Paradiso».

Dopo il rito dell’acqua e dell’incenso la gente è uscita dalla basilica con ordine e distanziati. Le persone poi, si sono disposte su due ali, ai lati del vialetto, come per dare l’estremo saluto ad un grande condottiero quale è stato Gianfranco Aldrovandi. Ai paletti che delimitano il vialetto, sono state stese alcune bandiere in rappresentanza dei movimenti ambientalisti e anarchici in cui Gianfranco Aldronvandi si era impegnato contro il nucleare, le trivellazioni, l’elettrosmog. I suoi grandi dispiaceri sono stati l’abbattimento di alberi nel giardino di Villa Savi e non aver potuto vedere la riapertura dell’oratorio di Pieve. —

Mauro Pinotti

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