L’amore è anche sorridersi, divisi da un plexiglass, in casa protetta
Gianfranco Ghidotti, 87 anni, una volta alla settimana incontra la moglie Renza Gambetti, 82, e le dice: «Sei bella»
Daniela Aliu
REGGIO EMILIA. Qualcuno la chiamerebbe una storia d’amore da favola. La bella storia arriva da Sant’Ilario d’Enza, lui è Gianfranco Ghidotti di 87 anni, lei è Renza Gambetti di 82 anni. La coppia santiliarese porta alle spalle una lunga e raggiante storia di matrimonio di altri tempi: si sono sposati nel marzo del 1962 e da allora sono sempre stati inseparabili.
La coppia in paese è molto conosciuta. Prima della pensione Gianfranco era dirigente in una cooperativa locale invece Renza faceva la sarta, ma oltre al taglio e al cucito al mattino faceva l’accompagnatrice dei bambini sui pullman.
D’estate, invece, la coppia era sempre presente e impegnata nelle feste d’Unita del paese, lui si occupava del ramo organizzativo invece lei delle prelibatezze nostrane negli stand tra gnocco fritto e torte di riso. Manca davvero poco e la coppia d’acciaio festeggerà ben 59 anni di matrimonio, ma da alcuni mesi Renza è stata ricoverata (causa malattia) alla casa di riposo Villa Diamante di Campegine e Gianfranco è rimasto a casa con i suoi figli. Da allora, nonostante i suoi 87 anni, Gianfranco chiede continuamente di vedere la sua amata sposa. Causa pandemia, purtroppo, non glielo permettono più di una volta alla settimana, ma lui non si dà per vinto. Ed eccoli immortalati in un momento d’incontro (vedi la foto centrale) divisi da una parete di plexiglass dove lei lavora ai ferri sorridendo e lui dall’altra parte che la guarda innamorato. Una storia d’amore dietro al plexiglass, chi l’avrebbe mai detto, ma Gianfranco non teme la pandemia di fronte alla sua amata Renza. Dietro alla parete sfiorano i sorrisi e quelle poche parole piene di poesia: «Come stai», «Come passi il tempo», «Sei sempre bella...».
Una storia d’amore che per tutti quelli che li conoscono diventa un esempio di vita. A postare la foto dei due che si incontrano dietro alla parete è la nipote Giulia e in pochi minuti non sono mancati i commenti della gente, pieni d’affetto.
«Cara Renza, che bei ricordi quando accompagnavi i bimbi sul pulmino e gli insegnavi a cantare Bella Ciao, poi a fine anno tutti al Forum sul palco», «Renza e Gianfranco siete sempre una bella coppia», «Ciao Renza, quanti ricordi allo stand dello gnocco e quante torte di riso», «Cara Renza, non stai mai senza far nulla. Un caro saluto da tutto il paese che canta». La storia di Renza e Gianfranco ci ricorda quanto scritto dalla scrittrice Emile Verhaeren: «Coloro che vivono d’amore, vivono d’eterno». —
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