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La commEMORAZIONE 

Di nuovo riuniti per ricordare l’eccidio di Villa Cadè e Gaida

Adriano Arati
Di nuovo riuniti per ricordare l’eccidio di Villa Cadè e Gaida

Ieri mattina la cerimonia nel 76esimo anniversario Trentuno i partigiani fucilati tra reggiani e parmensi 

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REGGIO EMILIA. Ancora riuniti per ricordare trentuno resistenti massacrati per un’inutile rappresaglia. Nella mattinata di ieri si è tenuta la cerimonia in occasione del 76esimo anniversario degli eccidi di Villa Cadè e Gaida, le borgate reggiane lungo la via Emilia in direzione Sant’Ilario e Parma. Un momento collettivo a cui hanno preso parte le delegazioni dei Comuni e delle sezioni Anpi di Albinea, Casalgrande, Langhirano, Neviano degli Arduini, Noceto, Parma, Reggio Emilia, Salsomaggiore e Traversetolo. Tanti paesi, reggiani e parmensi, quelli da cui provenivano i trentuno partigiani fucilati il 9 febbraio 1945 dai nazisti e dai tedeschi come monito. All’inizio del febbraio 1945 il comando tedesco decise per una violentissima rappresaglia intimidatoria, uccidendo trentuno antifascisti imprigionati nel carcere di Parma e a Ciano d’Enza, sede del dolorosamente noto “Comando Scuola anti ribelli”, responsabile di torture e massacri nella vallata dell’Enza. Ventuno partigiani vennero fucilati a Villa Cadé e dieci a Gaida: i loro corpi lasciati all’aperto, esposti al pubblico come monito per chi decideva di opporsi al regime fascista e all’occupante nazista.

A ricordare quelle vite, nel dopoguerra, sono stati sistemati due cippi sulla via Emilia, all’altezza del luogo delle uccisioni, ed è stata realizzata una lapide sistemata all’ingresso della scuola elementare di Villa Cadè.

Proprio lì, davanti al monumento, si è tenuto il momento ufficiale allestito in forma ridotta per via delle restrizioni sanitarie del periodo. A nome degli enti locali e delle Anpi coinvolti, hanno preso la parola la sindaca di Collecchio (Parma) Maristella Galli, il presidente del consiglio comunale di Reggio Emilia, Matteo Iori, e il presidente dell’Anpi provinciale reggiana Ermete Fiaccadori. Tutti hanno parlato sia degli sforzi e delle sofferenze compiute dalla Resistenza per liberare il Paese e ricordato anche avvenimenti recenti, dall’assalto alla Casa Bianca alle mille tensioni che agitano il mondo, sottolineando il filo comune: l’attenzione ai rischi di derive e la voglia di combattere contro queste visioni del mondo.

Al termine degli interventi, è stata officiata la messa a suffragio nella chiesa di Villa Cadè e sono stati posati omaggi floreali di fronte ai due cippi sulla via Emilia. —

Adriano Arati

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