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AVEVA 96 ANNI 

È morto l’ingegnere Franco Valli pioniere e presidente della Cairepro

È morto l’ingegnere Franco Valli pioniere e presidente della Cairepro

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REGGIO EMILIA. È morto a 96 anni Franco Valli, pioniere, e poi presidente, della Cooperativa architetti e ingegneri di Reggio (che in città è nota come Cairepro).

Professionista ironico e colto, sempre con il sorriso sulle labbra, era fratello di Romolo (proprio quello a cui è stato intitolato il nostro teatro) che dopo aver studiato giurisprudenza si è dedicato al palcoscenico ed Ettore, che divenne ginecologo. Franco invece si laureò al Politecnico di Milano per poi tornare a Reggio e dare vita, insieme ad amici e colleghi, a un progetto innovativo e all’avanguardia basato sullo scambio e sul dialogo tra ingegneri e architetti.

«Un visionario», lo ricorda Paolo Genta anche a nome del presidente, del consiglio di amministrazione, dei soci, dei dipendenti e dei collaboratori della Cooperativa architetti e ingegneri. «Nei miei anni di attività – racconta – ho avuto la fortuna di raccogliere alcuni dei suoi racconti, sempre conditi dalla sua gentile ironia e a volte da una lucida ed intelligente irriverenza. I racconti dei primi passi, epici e visionari, della nostra Cooperativa architetti e ingegneri, la più antica cooperativa di laureati d’Europa e probabilmente del mondo. Ricordo il racconto di come venne predisposta la proposta alternativa per l’Isolato San Rocco con i suoi “Portici della Trinità”, ora demoliti e consegnati alla storia dell’architettura da Bruno Zevi come “Il porticato infranto”, di cui, dopo quasi 70 anni, ancora oggi si discute, e di come la decisione venne presa collettivamente, ma in totale autonomia, con l’unico scopo di intervenire nel dibattito cittadino». E ancora: «Di come negli anni ’60 realizzò gli studi sull’incidenza delle malattie (la “morbilità”, come la chiamava lui) incrociandola con i dati statistici della popolazione per instaurare, per la prima volta in Italia, un metodo scientifico per il dimensionamento dei reparti ospedalieri».

E pensare che nello statuto fondativo della Cooperativa degli architetti e ingegneri, datata 28 novembre 1947, il suo nome non compare: «Gli chiesi – racconta Genta – per quale motivo ci fosse quello di suo fratello Romolo e non il suo. “Noi eravamo troppo impegnati a studiare al Politecnico di Milano, così alla costituzione della cooperativa andò mio fratello al mio posto”, mi disse». Ma il ricordo più bello è quello di quando con gli altri soci, da giovani cooperatori, Valli andò a iscriversi alla Lega nazionale delle cooperative e mutue: «Il funzionario – racconta Genta – togliendosi gli occhiali disse: “Una cooperativa di architetti e ingegneri? Voi siete matti, le cooperative le fanno i muratori, i braccianti, i birocciai, non i professionisti”. Grazie ingegner Valli per essere stati così matti, così visionari. La tua, la vostra eredità è ancora viva. Dopo quasi 75 anni, siamo ancora matti, oggi come allora, matti di qualità, di rigore intransigente, matti di passione per il nostro lavoro: sì, matti da legare».

Franco Valli, che sei anni fa perse l’amata moglie Oletta, lascia i figli Paola, Alberto, Laura e Andrea.

I funerali saranno celebrati questa mattina alle 11.30 con partenza dalle camere ardenti del cimitero di Coviolo. I parenti non chiedono fiori ma opere di bene. —

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