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Iori attaccato da Fontanesi per aver ricordato le Foibe «Sono contro la violenza»

M.R.
Iori attaccato da Fontanesi per aver ricordato le Foibe «Sono contro la violenza»

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REGGIO EMILIA. «Sarei curioso di sapere se il presidente del consiglio comunale che ha partecipato alla commemorazione dei ventuno martiri trucidati dai nazifascisti a Cadè, è il medesimo che sabato scorso ha portato il saluto istituzionale alla giornata dell’orgoglio fascista, il giorno del ricordo, in mezzo a volgarità contro la Resistenza, revisionismo contro i partigiani, skin heds e hammer skin».

L’attacco a Matteo Iori, presidente del consiglio comunale di Reggio Emilia, che per vent’anni è stato anche presidente della onlus “Centro Sociale Papa Giovanni XXIII”, arriva da Alessandro Fontanesi.

«Forse si tratta di un’altra persona – si chiede Fontanesi – oppure potremmo essere di fronte a un caso di sdoppiamento della personalità? Viceversa, se fosse davvero il presidente del consiglio comunale di Reggio Emilia, città medaglia d’oro per la Resistenza e città dei fratelli Cervi, ad aver partecipato alla manifestazione di sabato scorso, sarebbe davvero interessante sapere con quale spirito, con quale idea della storia, si possa stare in entrambi i contesti con tanta disinvoltura».

Oggi, aggiunge, «destra e sinistra potranno anche stare al governo insieme, ma nonostante gli appelli al “voto utile” contro “la marea nera” la Costituzione è nata dalla Resistenza antifascista, piaccia o no ai fascisti che stavano in piazza sabato. Quella Resistenza – sottolinea – che ha sconfitto proprio gli stessi fascisti, i cui eredi il presidente del consiglio comunale in questione ha accolto con tanto di fascia tricolore».

Immediata la replica di Matteo Iori, che sorridendo dice subito: «Confermo di essere lo stesso individuo».

Poi il presidente del consiglio comunale reggiano spiega: «Sabato 6 febbraio ero in piazza Prampolini dove avevano organizzato la commemorazione dei martiri delle Foibe. A differenza di quanto asserisce il signor Fontanesi, non avevo la fascia tricolore e non ho portato un saluto istituzionale, del resto non era neppure previsto dal programma. Ma ero presente, così come ero presente lo scorso anno e, salvo impegni, lo sarò anche nel prossimo».

Il motivo, spiega Iori, non è da ricercare in un camaleontismo personale né in un’inadeguata formazione storica: «Mi si chiede – riflette il presidente del consiglio comunale cittadino – con quale spirito si possa essere presente sia alla commemorazione dei martiri delle Foibe che alle commemorazioni dei martiri vittime di rappresaglie nazifasciste a cui spesso partecipo. La risposta è semplice: con lo spirito di chi pensa che torture, violenze ed esecuzioni sommarie di innocenti non debbano mai essere ignorate, a prescindere da chi le abbia fatte».

E poi conclude: «Chi vive nelle nostre terre sa bene quali siano gli orrori provocati dai nazifascisti, ma lo stesso presidente della Repubblica Sergio Mattarella ci ricorda che anche “l’orrore delle foibe colpisce le nostre coscienze”. Penso che se davvero riuscissimo ad arrivare a una consapevolezza tale per cui ognuno, a prescindere dall’orientamento politico di appartenenza, avesse ben chiari gli orrori provocati da tutte le guerre, avremmo già fatto un grande passo verso la pace e la convivenza dei popoli a cui ci richiama così chiaramente anche la nostra Costituzione». —

M.R.

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