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Reggio Emilia, parte un piano per curare le querce monumentali

Luciano Salsi
Reggio Emilia, parte un piano per curare le querce monumentali

Sotto esame gli alberi che costeggiano via Fonte Acqua Chiara alla Pappagnocca. In programma energiche potature per ossigenare le piante e ridurre le chiome 

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Luciano Salsi

REGGIO EMILIA. La quercia, per gli antichi Romani sacra al dio Giove come simbolo di forza e virilità, caratterizza la flora autoctona della nostra provincia, ma i maestosi filari di questa pianta, assediati dai quartieri residenziali della periferia urbana, accusano le magagne dell’età secolare e le ferite inferte da insetti, inquinamento, impermeabilizzazione e scavi del terreno circostante.

Lo attesta la minuziosa relazione tecnica compiuta l’anno scorso per conto del Comune dall’agronomo Giovanni Morelli sui settanta esemplari di “quercus pedunculata” (la quercia di pianura conosciuta come farnia) che fiancheggiano le contigue vie Fonte Acqua Chiara, Monte Cervino e Pestalozzi nella zona di Pappagnocca (Sud-Est della città).

La maggior parte richiede un intervento di “rimonda del secco”, cioè di energica potatura finalizzata ad eliminare i molti rami morti e restituire luce, respiro e stabilità all’albero. In qualche raro caso il deperimento è tale da esigere l’abbattimento. In genere la chioma è stentata e irregolare. Si fatica a trovare qualcuno di questi giganti arborei degno della rappresentazione ideale che ne fecero gli ex-comunisti assumendo la quercia come emblema del partito dei Democratici di sinistra.

L’amministrazione comunale ricava dalle diagnosi e dai suggerimenti di Morelli un provvedimento firmato lo scorso 26 gennaio dal dirigente Paolo Gandolfi, che delinea una parte delle operazioni necessarie per risanare il patrimonio vegetale di Reggio. In primo luogo vi si recepisce la suddetta “relazione tecnica di analisi di stabilità di esemplari arborei monumentali”. Quindi si prevedono il taglio di una di queste piante, situata su area pubblica in via Fonte Acqua Chiara, che presenta gravi lesioni, e l’autorizzazione ad abbattere un’altra quercia ugualmente malata che è di proprietà privata e si trova al numero 34 della stessa strada.

Inoltre saranno comunicati ai proprietari delle altre piante monumentali gli interventi da effettuare in base ai suggerimenti di Morelli e sarà programmata la potatura delle querce radicate sul suolo pubblico. L’agronomo dichiara che le condizioni di «relativa criticità» del patrimonio arboreo esaminato devono essere poste in relazione anche con le difficoltà di radicazione e con le «intromissioni a livello dell’apparato radicale». La sua «spiccata fragilità biologica» potrebbe essere peggiorata da «potature errate, lesioni meccaniche, incidenti, scavi nella zona di pertinenza degli apparati radicali, posa di pavimentazioni impermeabili, variazioni di livello del piano di campagna» ma anche da eventi atmosferici eccezionali.

La relazione tecnica, corredata da molte fotografie, dedica una scheda dettagliata a ciascuna delle 41 querce di via Fonte Acqua Chiara e alle 29 che affiancano le vie Monte Cervino e Pestalozzi. Il loro grado di pericolosità è definito con le lettere A (trascurabile), B (basso), C (moderato), C/D (elevato) e D (estremo). Vengono poi attribuiti punti da 1 a 5 ai difetti strutturali, allo stato vegetativo e al valore estetico. Nel primo gruppo soltanto tre alberi risultano così sani da non richiedere trattamenti. Per altri 34 è prescritta la rimonda del secco insieme a qualche intervento minore, per due la “riforma” e per gli ultimi due l’abbattimento.

Nel secondo gruppo si contano 19 rimonde e due riduzioni della chioma. Gli interventi in questione sono finora finanziati solo per lo studio preliminare, grazie agli oltre 11mila euro ottenuti da Reggio sui trentamila stanziati complessivamente dalla Regione per la cura degli alberi monumentali in base alla legge 2/1977. La maggior parte (5.964 euro) è destinata alla relazione di Morelli, in particolare all’analisi di stabilità su 40 querce, alla valutazione visuale e con il penetrometro (sonda per misurare la resistenza dei terreni) su 15 esemplari, alla tomografia (spettroscopia a strati) su cinque alberi e alla trazione controllata su altri due. Sono 2.318 gli euro finalizzati alla potatura leggera e alla rimonda dei due giganteschi platani che sorgono sulla via Emilia a Villa Cadè. Infine 2.806 euro servono per la rimonda della farnia monumentale di via Martiri di Cervarolo. —

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