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Incompatibilità ambientale, per Mescolini la Commissione chiede il trasferimento

Tiziano Soresina
Incompatibilità ambientale, per Mescolini la Commissione chiede il trasferimento

A breve verrà presa una decisione dal Csm e il procuratore di Reggio ha il diritto di essere sentito nell’assemblea plenaria 

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Tiziano Soresina

reggio emilia. Si fa delicatissima la posizione di Marco Mescolini, dal 2018 procuratore di Reggio Emilia.

La Prima commissione del Csm ha infatti votato – all’unanimità, depositando una corposa motivazione – la richiesta di trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale del numero uno della nostra Procura.

Da quanto filtra la decisione a Palazzo dei Marescialli sarebbe stata presa la scorsa settimana dai sei componenti della Prima Commissione e sul caso ha relazionato il consigliere Antonino Di Matteo, noto pm antimafia che è sotto scorta dal 1993 per le sue inchieste. Esaurita questa prima fase (i sei consiglieri non hanno tenuto in considerazione la seconda ipotesi, vale a dire l’archiviazione della vicenda), ora sulla richiesta si dovrà pronunciare in tempi brevi il plenum del Consiglio superiore della magistratura. E Mescolini avrà il diritto di essere sentito nel corso dell’assemblea plenaria. Anche ieri il procuratore della Repubblica è rimasto in silenzio con la stampa, come del resto ha fatto sinora, ad eccezione del 17 agosto scorso, quando ha replicato con una nota giunta nelle redazioni: «Sono certo che per me parlano le azioni – scrive Mescolini – e le scelte di sempre come magistrato. Il provvedimento di nomina a procuratore della Repubblica di Reggio Emilia del Csm è assai motivato in concreto e coerente con i principi della circolare sugli incarichi direttivi... Non ho mai mendicato favori ad alcuno, tantomeno a Luca Palamara (la quinta Commissione mi aveva indicato con 5 voti di maggioranza mesi prima della sua nomina quale presidente). La mia coscienza di uomo e di magistrato in quanto sempre e soltanto condizionato dalla legge è totalmente serena». La procedura è stata aperta nel settembre scorso sulla scia di un esposto presentato da quattro pm (Isabella Chiesi, Maria Rita Pantani, Valentina Salvi e Giulia Stignani) che lavorano nella nostra Procura. Sotto la lente d’ingrandimento della Prima Commissione sono state messe principalmente due questioni. In primis le roventi reazioni politiche innescate dalla diffusione pubblica della lunga serie di contatti (via WhatsApp) fra Palamara e Mescolini: un botta e risposta dei due appartenenti alla corrente Unicost che era andato avanti per alcuni mesi nel 2018, con un unico argomento, cioè la nomina di Mescolini alla guida della Procura di Reggio Emilia. Contatti pressanti divenuti spinosi, perché Palamara, ora radiato, è accusato di essere stato un grande tessitore di manovre per influire sulle nomine dei capi di alcuni uffici giudiziari. E il contenuto delle chat Mescolini-Palamara ha scatenato, fra agosto e settembre scorsi, prese di posizione politiche contro il procuratore (di esponenti del centrodestra) e a favore (per lo più del Pd e dei sindacati). Tutto ciò ha indebolito il lavoro degli inquirenti reggiani, rendendo strumentalizzabile qualsiasi indagine? Un aspetto che è stato al centro dell’analisi della Prima Commissione. In secondo luogo l’ esposto metterebbe in discussione la gestione della Procura da parte del numero uno. E questo versante dovrebbe essere stato al centro delle audizioni dei pm reggiani. In questi mesi sono stati sentiti a Roma anche chi regge a Bologna la Procura generale (cioè il pg Ignazio De Francisci) e l’avvocatessa Celestina Tinelli. Quest’ultima audizione, legata al ruolo della Tinelli di presidente dell’Ordine degli avvocati di Reggio Emilia, ha poi scatenato un autentico “terremoto” fra i consiglieri dell’Ordine stesso, coinciso durante le festività natalizie con polemiche dimissioni a raffica e relativo crollo dell’organo-chiave dei legali reggiani.

Mescolini è finito anche nel mirino di diverse richieste di chiarimenti, con interrogazioni parlamentari presentate dal centrodestra, per le chat con Palamara. Inoltre in Procura a Perugia è stato sentito sullo stesso argomento il forzista ed ex assessore parmigiano Giovanni Paolo Bernini (ieri sera ospite a Rete4 nella trasmissione “Quarta Repubblica”) che è stato prosciolto nel maxiprocesso Aemilia. —

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