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La bufera prevista è arrivata puntuale ma ora si cambia

Luciano Salsi
La bufera prevista è arrivata puntuale ma ora si cambia

L’irruzione del vento siberiano ci ha portato “l’inverno vero” Oggi le prime nuvole anticiperanno l’arrivo di tempi tiepidi

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REGGIO EMILIA. In città ci eravamo disabituati all’inverno vero e alle “neiges d’antan”, le nevi ormai relegate sui monti che François Villon evocava nella “Ballata delle donne del tempo passato”. In questa stagione avevamo visto una modesta nevicata soltanto all’inizio di dicembre. La violenta irruzione del vento siberiano, che i russi chiamano burian, ce ne ha ridato un fugace assaggio.

La bufera era prevista ed è calata puntuale sulla nostra provincia nella notte fra venerdì e sabato.

Il giorno prima il termometro aveva sfiorato i 12 gradi, poco meno della massima di 14 registrata finora in questo mese. Il cielo, però, si andava ingrigendo e nelle ore notturne hanno fatto irruzione le correnti di nord-est, sferzando la pianura con una pioggia obliqua trasformatasi ben presto in fiocchi minuscoli ma consistenti.

È subentrata una minitormenta, che al mattino ha lasciato sui tetti e sui prati una coltre farinosa di pochi centimetri all’altezza della via Emilia, più spessa nella pedecollina (fino a 10 centimetri) e sui rilievi.

Quel giorno la temperatura ha oscillato in città fra meno 1, 4 e più 6, 3. Il gelo s’è accentuato domenica (meno 3, 4) e ieri (meno 4), ma il sole aveva già sciolto la neve in pianura dopo poche ore.

Le pozzanghere erano ghiacciate, ma la scarsissima umidità impediva la formazione della brina. Il cielo limpido ha offerto nel fine settimana condizioni atmosferiche ideali per passeggiate ed escursioni sull’Appennino innevato, purtroppo funestate da valanghe a causa dei grossi accumuli pregressi.

I valori termici sono scesi sotto zero di 13, 2 gradi a Febbio, di 9 a Castelnovo Monti, di 7, 2 a Correggio, quasi uno scherzo rispetto ai meno 28 misurati sulle Alpi in Alto Adige e in Veneto.

Secondo i servizi meteorologici oggi le prime nuvole segnaleranno l’arrivo di venti tiepidi sudoccidentali destinati a restituirci la solita mitezza dell’inverno nell’era del riscaldamento globale. L’Appennino, più esposto al variare dei flussi atmosferici, ne risentirà sensibilmente. Il termometro non vi scenderà al di sotto di meno 3 e risalirà poi a 4-6 gradi sopra lo zero. In pianura oscillerà fra meno 3 e più 8.

Per domani si prevede la scomparsa del gelo anche alle quote più elevate, con la progressiva copertura del cielo e temperature fino a più 12 in pianura e a più 6 sul crinale, dove dovrebbe scendere la pioggia.

Per il resto della settimana non sono previsti cambiamenti sostanziali. —

Luciano Salsi

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