Nel quarto trimestre Interpump vola e punta la concorrenza
SANT’ILARIO D’ENZA. Fatturato 2020 in calo ma quarto trimestre da incorniciare per Interpump, che non sembra aver placato la sua fame in fatto di acquisizioni. L’azienda delle pompe ad alta pressione di Sant’Ilario chiude infatti il 2020 con vendite nette nel 2020 a 1,3 miliardi di euro, in calo del 5,4% rispetto ai 1.368,6 milioni di euro del 2019. L’utile netto pari a 152,7 milioni di euro (180,7 milioni di euro nel 2019), non include l’effetto positivo derivante dall’applicazione della recente normativa in materia di rivalutazione degli asset. L’Ebitda è stato pari a 294,1 milioni di euro (22,7% delle vendite) a fronte dei 317,9 milioni di euro del 2019, che rappresentavano il 23,2% delle vendite. Il risultato operativo (Ebit) è stato di 207,7 milioni di euro a fronte dei 247,2 milioni di euro del 2019. «Interpump chiude l’esercizio 2020, segnato dalla pandemia, dimostrando una solidissima posizione di mercato e confermando una strutturale forte capacità reddituale», sottolinea il presidente Fulvio Montipò che evidenzia come «le azioni intraprese hanno generato un eccezionale free cash flow (203,8 milioni): è questa una dote preziosa per continuare la nostra intensa e convinta attività di acquisizioni».
In un anno in cui il mondo ha subito una battuta d’arresto, a rubare la scena sui conti di Interpump è la fine dell’anno appena trascorso. Il quarto trimestre ha avuto un fatturato invariato ma soprattutto Ebitda e utile in crescita, segnando il record storico al 23,2% del rapporto tra Ebitda e fatturato. Proprio i soldi in cassa fanno presagire una nuova stagione di acquisizioni, come afferma Montipó.
Poiché la strategia di crescita resta invariata e il potenziale di crescita di Interpump non è stato in alcun modo compromesso dagli avvenimenti del 2020, la società ha ritienuto opportuno riproporre le medesime aspettative, traslate di un anno. Più in dettaglio, per il triennio tra 2021/2023 prevede una robusta crescita complessiva del fatturato (attorno al +33%), derivante da crescita organica e acquisizioni. Resta poi un punto fermo il mantenimento dell’ottima redditività con un Ebitda margin attorno al 22%, considerando la probabilità che le acquisizioni possano avere anche temporanei effetti diluitivi. —
E.L.T.
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