Omicidio, il teste-chiave rintracciato a Barcellona Abitava con la vittima
I problemi legati al Covid bloccano la deposizione Tre strade: il trasferimento in Italia, l’interrogatorio in Spagna o la videoconferenza
fabbrico. È stato rintracciato a Barcellona il testimone-chiave del processo che sta cercando di fare chiarezza – in Assise a Reggio Emilia – sull’omicidio (la sera di San Valentino del 2014) del pakistano 22enne Ahmed Waqas. Si tratta di un pakistano che ha vissuto a Fabbrico con la vittima. Secondo il pm Giacomo Forte, titolare dell’inchiesta e rappresentante in aula dell’accusa, quest’uomo sa parecchie cose sull’evolversi della cupa vicenda.
Ma di mezzo c’è la pandemia e il fatto che il testimone si trova in Spagna. A questo punto sono tre le strade giudiziarie percorribili. In primis il tentativo di portare il teste in Italia, facendogli però – da prassi consolidata – trascorrere due settimane in quarantena, con prima però la verifica che sia negativo al Covid. In seconda battuta potrebbe venir sentito – per rogatoria – a Barcellona da un magistrato spagnolo che poi trasferirebbe gli atti al giudice Cristina Beretti che presiede il collegio giudicante.
Terza ipotesi, una deposizione in videoconferenza, con l’aiuto di un interprete. Per trovare una soluzione, ieri l’udienza è durata pochi minuti, cioè solo il tempo di fissare un congruo rinvio del processo (al 9 aprile) che permetterà agli inquirenti di capire come organizzare la deposizione.
Sullo sfondo del delitto ci sarebbero questioni passionali. L’innesco degli attriti sarebbe scattato sulla base di alcune malignità che il 22enne aveva riferito sul conto della moglie del connazionale 41enne Shamraiz Sadiq Naveed (ora sotto processo per omicidio in Assise) la quale era rimasta in Pakistan. Un movente con implicazioni sessuali, con il cadavere trovato evirato, segno di spregio nella cultura pakistana secondo l’accusa. Le indagini dicono che il 48enne Mustapha Ghulam (già condannato a 14 anni) e il citato Naveed, avrebbero architettato una messa in scena per far cadere il connazionale nella trappola e quindi ucciderlo. Avevano fatto innamorare Waqas di una donna in realtà inesistente se non su un profilo Facebook da loro gestito, per indurlo ad allontanarsi da Fabbrico per seguirla in Germania. Da lì il delitto. Chi coabitava con Waqas sarebbe al corrente di questo intreccio mortale. —
T.S.
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