A Reggio tre morti e 78 nuovi positivi Tre casi di variante inglese in provincia
REGGIO EMILIA. Tre morti e 78 nuovi positivi, di cui 45 sintomatici. Questo l’ultimo bilancio sulla pandemia in provincia di Reggio Emilia.
A perdere la vita a causa del Covid sono stati due uomini di 79 e 81 anni e una donna di 99 anni, residenti a Casina, Novellara e Quattro Castella. Con questi ultimi tre decessi, il totale delle vittime dall’inizio della pandemia sale a 1.063.
Dei nuovi contagiati, 50 sono riconducibili a focolai già noti mentre per 28 (classificati come sporadici) sono in corso le indagini epidemiologiche. Al momento si trovano in isolamento domiciliare 75 persone, mentre tre sono state ricoverate in ospedale, non in terapia intensiva.
Nella nostra provincia il numero totale dei positivi dall’inizio della pandemia sale a quota 30.873 (l’Ausl ha comunicato che un caso è stato tolto perché non giudicato Covid); le persone ricoverate in terapia intensiva sono 17 (numero invariato rispetto all’ultimo bollettino); quelle in altri reparti (compresi gli alberghi Covid) sono 177; attualmente si trovano in isolamento domiciliare 3.303 persone. I guariti con tampone negativo salgono a 26.525, mentre quelli “clinicamente guariti” sono 522.
L’Emilia-Romagna ha intanto concluso il primo studio sulla diffusione della cosiddetta “variante inglese” del Coronavirus: dei 204 campioni su cui è stata effettuata l’analisi, raccolti da Piacenza a Rimini il 4 e 5 febbraio, risultano positivi alla variante 57, pari al 27,9%.
I casi positivi alla variante inglese sono così ripartiti: 22 a Bologna, quattro a Ferrara, 13 a Modena, otto a Parma, tre a Reggio Emilia e sette in Romagna. «Questi numeri – dichiara l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini – ci ricordano ancora una volta due cose: la prima è che la lotta contro il Coronavirus non è ancora finita, e che è fondamentale non abbassare la guardia; la seconda è che la nostra sanità è composta di professionisti eccezionali, impegnati senza sosta negli ospedali come nei laboratori di ricerca per garantire la salute di tutti gli emiliano-romagnoli. È grazie a loro che stiamo individuando, tracciando e isolando la variante inglese e tutte le altre possibili, effettuando i test su chi rientra dai Paesi a rischio». —
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