Continua a calare (-1.383 iscritti) la popolazione scolastica reggiana
Presentato ieri l’Annuario: denatalità e immigrazione i fattori che più incidono sui numeri
REGGIO EMILIA. La denatalità e l'immigrazione sono i fattori che più profondamente hanno inciso, incidono e incideranno sui numeri della popolazione scolastica. Gli arrivi dall’estero e da altre province continuano, ma non riescono più a compensare il vertiginoso calo delle nascite. Ne deriva un’ulteriore diminuzione degli attuali iscritti alle scuole della nostra provincia. È una flessione apparentemente modesta, di 1.383 unità rispetto all’anno scolastico 2019-2020, che porta il totale a 79.864, ma significativa di una tendenza preoccupante, molto più accentuata nella fascia prescolare e primaria.
Nel segmento 0-6 anni la si verifica per il settimo anno consecutivo. Nel 2020-21 sono scesi da 4.205 a 3.803 gli iscritti ai nidi e da 12.886 a 12.085 i bambini che frequentano le scuole dell’infanzia. La scuola elementare registra una diminuzione del 2,9%, mentre la media inferiore rimane sostanzialmente stabile. Solamente la superiore aumenta (del 2,8%), comprendendo ancora classi d'età abbastanza numerose, ma è condannata anch’essa a contrarsi man mano che vi entreranno le nuove leve.
Dall'anno scorso a questa dinamica negativa s’aggiunge la pandemia, le cui ripercussioni sulla didattica, sulla selezione e sull’efficienza del sistema formativo potrebbero protrarsi a lungo anche dopo l'atteso ritorno al cento per cento delle lezioni in presenza. È la principale novità di cui rende conto la ventisettesima edizione dell’Annuario della scuola reggiana pubblicato dall'amministrazione provinciale, che è stata presentata ieri in videoconferenza da Giorgio Zanni, presidente della Provincia, Ilenia Malavasi, vicepresidente con delega all’Istruzione, Paolo Bernardi, dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale, dai curatori Paolo Bonacini e Silvia Ballabeni, da Anna Campeol, dirigente del Servizio scuola della Provincia, e da Luciano Rondanini, già dirigente tecnico del ministero dell'Istruzione.
L’Annuario illustra con tabelle e grafici l'entità complessiva e la distribuzione di alunni e studenti nel corrente anno scolastico, nonché i risultati conseguiti negli scrutini ed esami al termine del 2019-2020. Tali esiti sono stati determinati dall'emergenza sanitaria. Il Governo, riconoscendo che la didattica a distanza non garantisce sempre le condizioni di un adeguato apprendimento, ha emanato il 4 aprile il decreto legge numero 22, le cui successive ordinanze hanno disposto la «non ammissione alla classe successiva solo in casi eccezionali», che s'è tradotta nella promozione di quasi tutti gli allievi, esclusi quelli che s’erano ritirati formalmente o di fatto. Le conseguenze sono modeste nelle scuole medie, dove la percentuale dei respinti è calata dall’1,8% allo 0,3%. Nei licei e negli istituti tecnici e professionali, invece, le bocciature sono crollate dall’11,6% all’1,2%. Nel biennio iniziale, che registrava la selezione più aspra dell'intero percorso scolastico, sono diminuite dal 15,6% all'1,3%, nel triennio dall'8% all'1%. Ne hanno beneficiato in misura anche maggiore gli alunni stranieri, che la scuola reggiana accoglie con un sistema molto inclusivo, ma che inevitabilmente accusano un più marcato insuccesso dovuto alle difficoltà linguistiche.
Negli istituti superiori ne è stato respinto il 3,2% rispetto al 22,8% dell'anno precedente. La nostra provincia, offrendo lavoro a tanti immigrati, conta una quota di alunni stranieri fra le più alte in Italia, pari al 17,3% contro una media regionale del 16,4% e nazionale del 10%. Nel 2013-2014 la percentuale era salita al 18%, per poi scendere fino al 16,8% nel 2018-2019. Nelle scuole dell'infanzia arriva al 26,9%, nelle primarie al 19,8%, nelle medie inferiori al 17,5%, nelle superiori al 13,1%. Un’altra peculiarità reggiana è l’inclusione degli alunni disabili, che incidono sul totale per il 4,1% e sono in continua crescita nelle scuole superiori. Una cronica debolezza è, invece, il tempo pieno nella scuola elementare. Gli iscritti sono aumentati nell'ultimo decennio, ma rappresentano solo il 39% del totale contro l'80% della vicina Modena. —
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