Dall’associazione Bachelet alla Manodori
È il 2006 quando il Parlamento nomina Celestina Tinelli al Csm, dove diventa presidente della Settima Commissione e rimane in carica fino al 2010. È una delle tappe più importanti della carriera dell’avvocatessa reggiana, iscritta all’albo dal 1986 e diventata nel 2019 presidente dell’Ordine di Reggio Emilia, prima della recente decadenza per gli strascichi reggiani del caso Palamara. Componente del comitato di presidenza dell’associazione Bachelet e del Forum Donne e Giustizia, Tinelli dal 2015 fino al 2019 è stata anche nel Consiglio nazionale Forense. Nel suo lungo curriculum, anche un incarico di rilievo nella Fondazione dell’avvocatura italiana e diversi ruoli nelle commissioni sempre del Consiglio nazionale forense. A Reggio Emilia, è inoltre nel consiglio di amministrazione della Fondazione Manodori.
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