Gazzetta di Reggio

Reggio

Immobiliare  

Edilizia, listini in impennata Con i bonus è rischio bolla

E.L.T.
Edilizia, listini in impennata Con i bonus è rischio bolla

Gli incrementi oscillano da un minimo del 10 a un massimo del 30 per cento Saltano i preventivi. Pattacini: «Aumenti record sulla scia degli incentivi»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Nonostante la crisi sia lungi dal finire, la casa è tornata ad essere il sogno dorato della classe media reggiana. A dirlo le richieste di acquisto che sono però spinte da un fenomeno straordinario chiamato incentivi. Soprattutto il superbonus al 110%, secondo il quale se ristrutturi un casa e ne migliori l’efficienza energetica entro certi parametri, lo Stato ti paga tutti i lavori e ci aggiunge un 10%. Un incentivo che sta trainando il mercato dei privati senza escludere però un rischio bolla.

L’effetto è riassunto dalla presa di posizione preoccupata di Ance Reggio Emilia, l’associazione dei costruttori edili aderenti ad Unindustria Reggio Emilia, che evidenzia una criticità degli incentivi statali. Con l’avvento dei bonus fiscali, il prezzo di calcestruzzo, ferro e materiali edili sono aumentati in modo esponenziale.

Il superbonus del 110% e la riconferma degli incentivi statali (Ecobonus, Sismabonus e Bonus ristrutturazioni) sono misure che hanno creato grandi aspettative ed una mole notevole di richieste di interventi nel settore dell’edilizia e dell’impiantistica e che hanno certamente contribuito a dare una forte scossa a tutto il settore. «Le nostre imprese di costruzione – afferma il presidente di Ance Reggio Emilia, Tiziano Pattacini – segnalano aumenti record dei prezzi dei materiali dopo l’approvazione dei provvedimenti governativi relativi ai bonus fiscali. Gli incrementi oscillano da un minimo del 10 per cento ad un massimo del 30 per cento. Nello specifico, ferro e laterizi dopo essere aumentati del 20%, ri-aumenteranno di un altro 10%; i prodotti termoisolanti (cappotto, pareti in cartongesso accoppiate a isolante, ecc.) sono già oltre il 10% e così pure per i materiali legati all’efficientamento energetico come caldaie, pompe di calore e pannelli fotovoltaici. Tutto il materiale da cantiere ha registrato una vera e propria impennata».

Inoltre, questi aumenti mettono in condizioni problematiche le imprese, costrette in molti casi a rivedere i loro preventivi o, peggio, a dover concludere lavori già iniziati con un aumento dei costi a consuntivo che il committente potrebbe non accettare o riconoscere.

La problematica non è solo locale, ma estesa all’intero territorio nazionale: lo rileva Ance che sta ricevendo dalle proprie associazioni territoriali segnalazioni relative ad un caro prezzi mai registrato prima.

Ance a livello nazionale sta predisponendo una segnalazione agli organi istituzionali deputati al controllo, affinché vigilino contro manovre speculative che possono generare problematici squilibri tra il costo iniziale e quello finale della medesima commessa. L’allerta dei costruttori reggiani è giunta per evitare che un’opportunità di mercato si riveli un vicolo cieco. I risparmi accumulati con la mancata spesa dovuta alla minore mobilità delle persone, ha offerto una base economica per affrontare un eventuale investimento immobiliare. L’aumento imprevisto dei preventivi e l’allungamento a dismisura dei tempi dei lavori di ristrutturazione rischiano però di bloccarne l’effetto. —

E.L.T.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google