«Giustizia reggiana in tilt si muovano le istituzioni»
reggio emilia. In agosto l’avvocato reggiano Luca Tadolini aveva non solo chiesto pubblicamente le dimissioni del procuratore Mescolini – una volta conosciuto il contenuto delle chat di WhatsApp del 2018 fra Mescolini stesso e Luca Palamara – ma si era pure rivolto all’Ordine degli avvocati, affinché appoggiasse la sua iniziativa, incassando in settembre un secco “no”.
Una battaglia continuata in dicembre chiedendo chiarimenti al consiglio dell’Ordine relativamente all’audizione, in Prima Commissione, della presidente Celestina Tinelli. Un “nodo” che nella burrascosa riunione del consiglio dell’Ordine del 21 dicembre aveva suscitato dimissioni in serie, fino al crollo. A vari consiglieri non è andato giù l’aver appreso dai giornali dell’audizione al Csm della presidente Tinelli nell’ambito del procedimento per incompatibilità ambientale aperto nei confronti di Mescolini sulla scia dell’esposto presentato da quattro pm della nostra Procura. La numero uno dell’ Ordine, sul punto, si è arroccata in consiglio sul segreto istruttorio, da qui il terremoto. «Ma continuiamo ad apprendere fatti gravi e il momento delicato che sta vivendo la giustizia reggiana è sotto gli occhi di tutti – commenta l’avvocato Tadolini – quindi bisogna rompere questo silenzio. Credo che alla comunità reggiana vada data una risposta chiara da parte delle istituzioni. E mi rivolgo al prefetto, al sindaco, alla presidente del tribunale e al commissario straordinario dell’Ordine degli avvocati – lancia un appello – affinché si mobilitino. A Reggio Emilia c’è una preoccupante commistione fra magistratura e politica, su cui non si può più far finta di niente. E penso – conclude Tadolini – che ogni reggiano debba preoccuparsi dello stato della giustizia in loco». —
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