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Migliora la bimba intossicata dal monossido

Migliora la bimba intossicata dal monossido

È ricoverata a Ravenna. Ieri ha parlato al telefono con la sorellina. Il medico: «Piccole schiarite, in parte è autonoma»

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montecchio. Ha parlato al telefono con la sorellina, l’ha riconosciuta ed è riuscita a dire qualche parola. Dà segni di miglioramento la bambina di dieci anni che ha respirato monossido di carbonio fuoriuscito dal boiler difettoso del bagno di casa sua, fino ad avere le convulsioni. O, per dirla con le parole del direttore del Centro iperbarico di Ravenna, Pasquale Longobardi, che ha in cura la bambina da venerdì scorso: «Il cielo è ancora tempestoso, ma alcune schiarite ci sono». E tanto basta, in una situazione complessa come quella della piccola. «Riesce a essere automa almeno in parte – spiega il medico – va in bagno da sola, per esempio, ma ci sono fasi nella quali lo stato confusionale è ancora molto forte». Tanto da impedire, ieri mattina, l’esame neurologico.

La ragazzina, residente a Montecchio con mamma, papà e sorellina, mercoledì scorso ha inalato una dosa di monossido di carbonio decisamente elevata. Era entrata in bagno per fare la doccia, approfittando di una veloce uscita della mamma per fare una commissione. Una volta rientrata e casa, la donna ha atteso inutilmente l’uscita dal bagno della figlia, fino a quando, una ventina di minuti dopo, è entrata e ha trovato la ragazzina per terra in preda alle convulsioni.

La piccola è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. I medici di neuropsichiatria, dopo una serie di accertamenti, sono riusciti a individuare la causa del malore e hanno trasferito la bambina alla camera iperbarica dell’ospedale di Fidenza per il trattamento con l’ossigeno. Una terapia che ha avuto l’effetto sperato, con un netto miglioramento delle condizioni della piccola, che è stata riportata all’arcispedale di Reggio. Poche ore dopo un nuovo peggioramento e il trasferimento, di nuovo d’urgenza, al Centro iperbarico di Ravenna, una struttura all’avanguardia, punto di riferimento per tutta la regione, specie per quanto riguarda i bambini intossicati. La ragazzina è stata subito sottoposta a una risonanza magnetica che ha confermato la presenza di un danno diffuso alla corteccia cerebrale ed è stata sottoposta a una terapia multidisciplinare con l’obiettivo di aiutarla a recuperare il danno neurologico che si manifesta con un importante cambiamento del comportamento e, spesso, provoca la perdita di memoria. Un terapia che l’équipe del centro ravennate proseguirà nei prossimi giorni. —

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