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VENTASSO 

«Ristori adeguati e indennizzi per gli impianti non aperti»

Miriam Figliuolo
«Ristori adeguati e indennizzi per gli impianti non aperti»

L’appello di Uncem e di Assoturismo. Bussone chiede un sottosegretario ad hoc Cuc (Maestri di sci) convocato da Garavaglia: «Soluzioni concrete in tempi brevi»

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Miriam Figliuolo

vENTASSO. Non solo ristori adeguati, ma veri e propri indennizzi, per il “sistema motagna”, messo ulteriormente in ginocchio dopo lo stop agli impianti annunciato a poche ore dalla programmata riapertura, lo scorso 15 febbraio. A chiederlo, ieri, l’Unione nazionale Comuni Comunità enti montani, tramite il presidente Marco Bussone, e l’Assoturismo Confesercenti Emilia Romagna, per bocca del presidente Filippo Donati.

Comunità montane

Bussone va anche più in là. Chiede un sottosegretario alla Montagna, territorio non rappresentato a livello governativo pur costituendo oltre la metà del nostro paese. «Abbiamo la necessità di avere nel Governo un Sottosegretario alla Montagna, che segua sindaci, imprese, comunità dei territori. Un sottosegretario per il 54% dell’Italia – ha dichiarato il presidente Uncem –. Ci sia questo spazio nel Governo. Le “questioni territoriali” sono decisive e lo ha capito ancor di più il Paese intero in queste ore».

E spiega appellandosi al neo presidente del Consiglio Mario Draghi: «Nelle ultime 48 ore si è parlato solo di montagna e degli effetti della pandemia sullo sci. Sono al centro del dibattito pubblico le località sciistiche messe in crisi dalla scelta di non aprire, il futuro economico dei territori, quali opportunità per svago, sport, turismo, nelle zone montane italiane senza sci. Ma si inizia a parlare anche di quale sostenibilità-ambientale in montagna e di quale transizione digitale ed economica nei territori. Quale ruolo per i piccoli Comuni. Temi decisivi per tutti, per l’Italia. Questo è il momento giusto per ribadire alla Politica che senza rappresentanza non si va lontano. Lo diciamo al presidente Draghi, ai partiti, ai ministri».

In merito ai ristori, intervenendo su Radio Anch’io di Rai Radio1 Bussone sollecita l’esecutivo di Draghi a «varare un decreto entro la settimana» con ristori e indennizzi – servono «otto miliardi per il sistema neve» –, dal momento che il 5 marzo, data prevista, se tutto andrà bene, per la riapertura, «sarà impossibile» riaccendere gli impianti di risalita: «Devono esserci formule per il mancato guadagno e per le risorse investite per sistemare le piste e assumere i lavoratori stagionali».

Lo stop alla chiusura infatti viene vissuto dagli operatori come una beffa, oltre che un danno.

La beffa

A ribadirlo, ieri, anche Assoturismo Confesercenti Emilia Romagna. «Il fatto più triste – ha spiegato il presidente Filippo Donati – è constatare come non ci sia da parte del ministero una benché minima considerazione della necessità per gli operatori del turismo di una pianificazione delle loro attività, di una tempistica certa; cambiare idea un giorno prima dell’avvio della stagione, oltre a non portare guadagno, mette in serie difficoltà non solo le attività ricettive e dei servizi turistici nelle località coinvolte, ma anche i rifugi alpini e tutta la filiera del turismo montano, che in questi mesi hanno investito per garantire la sicurezza sanitaria per ripartire e che hanno già assunto personale e acquistato prodotti».

«Non ci si rende conto delle conseguenze di tali scelte – ha proseguito – sulla già difficile economia dei territori montani, che rischiano di essere abbandonati se non si garantiscono un Ristory adeguato, liquidità immediata e la revisione del pagamento della Tari all’effettivo numero di giorni di apertura di un’attività».

L’incontro

Una nota positiva viene dall’incontro avvenuto nella giornata di lunedì tra il presidente dei Maestri di Sci, Beppe Cuc, e Massimo Garavaglia, su iniziativa dello stesso neo Ministro al Turismo che ha convocato le categorie e le associazioni legate al turismo invernale anche per conoscere nei dettagli l’entità delle perdite subite a causa della chiusura forzata degli impianti di risalita.

«Dalle parole del Ministro Garavaglia – ha detto Cuc – è emersa una grande attenzione e convinzione che il settore dello sci, così duramente colpito, debba essere al più presto indennizzato con adeguati interventi economici. Continueremo nei prossimi giorni con tutte le iniziative necessarie al fine di giungere a soluzioni concrete e possibilmente in tempi brevi».

Da registrare anche la presa di posizione dell’associazione dei consumatori Udicon Emilia Romagna, che si definisce «spiazzata» dall’ennesimo rinvio alla riapertura degli impianti sciistici: «Una beffa anche per i consumatori. Molti dei quali, tra l’altro, stanno rinunciando ai rimborsi dello skipass per solidarietà». —

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