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Tinelli contrattacca e passa alle denunce «Mai stata nel Pd»

E.Spa.
Tinelli contrattacca e passa alle denunce «Mai stata nel Pd»

L’ex presidente degli avvocati: «Ora basta chiacchiericci»  «Mescolini? È al centro di un’opera di delegittimazione»

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REGGIO EMILIA. «Non sono mai stata iscritta al Pd né ad altri partiti». E poi: «Non sono componente di enti del Comune di Reggio». E ancora: «Poiché il danno nei miei confronti è stato perpetrato, anticipo che è mia intenzione promuovere azione civile nei confronti dei responsabili». E infine, su Mescolini: «Nessuna città che fosse consapevole della portata delle attività che hanno condotto al maxiprocesso contro la ’ndrangheta sarebbe stata meno che onorata dall’averlo quale procuratore». Vuole mettere fine al «chiacchiericcio». E passa alle azioni legali. Non si è fatta attendere la replica di Celestina Tinelli, ex componente del Csm e ormai ex presidente dell’Ordine degli avvocati reggiani, rispetto all’attacco lanciato da Giovanni Paolo Bernini durante Quarta Repubblica, andata in onda lunedì su Rete 4 e condotta Nicola Porro. Una trasmissione alla quale Tinelli non ha partecipato. E durante la quale Bernini ha continuato la sua battaglia contro Mescolini, procuratore capo di Reggio ed ex pm della Dda di Bologna, tirando in ballo proprio il nome dell’avvocatessa reggiana. Tinelli dice di essere stata «inopinatamente» indicata da Bernini «che non mi conosce, come l’“esponente del Pd”, che a suo dire, per conto del partito avrebbe “fortemente sostenuto” e anzi di più “imposto”» la nomina di Mescolini a Reggio. Una dichiarazione che secondo Tinelli il forzista, «ha affermato, con particolare enfasi, dopo avere riferito di avere più volte invitato il Pd a uscire allo scoperto e citando Palamara quale fonte di tale asserzione». Per Tinelli, è nota la battaglia di Bernini contro Mescolini, attraverso «una campagna mediatica, che a Reggio ha trovato un certo ascolto e risalto e che, evidentemente, abbisogna di sempre nuova linfa, di cui non intendo fare parte».

L’ex presidente degli avvocati afferma di non avere «nulla da nascondere» e non avere «mai esercitato una funzione contraria a legge e ordine pubblico»: «Non ho in alcun modo alterato i procedimenti diretti a nominare i superiori rappresentanti della magistratura», dice, accennando al massimo a «osservazioni di ordine tecnico», qualora richieste. «Non mi sono mai fatta portatrice presso Palamara o altri esponenti del Csm di interessi di alcun partito», ribadisce mostrando stima a Mescolini, oggetto di delegittimazione «come tristemente avvenuto ad altri magistrati scomodi». —

E.Spa.

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