Alla Marconi e alla Dall’Aglio le classi prime sono a rischio
REGGIO EMILIA. La tendenziale diminuzione della popolazione scolastica rilevata dall'Annuario della scuola reggiana è confermata dalle iscrizioni online alle future classi prime elementari nel comune di Reggio. Entro il termine del 25 gennaio ne sono pervenute 1.415. È prevedibile che ne arriveranno altre fuori termine nelle prossime settimane, come solitamente accade, ma il loro numero è calato al punto da non rendere possibile la formazione delle classi prime nelle scuole Marconi, in via Emilia Ospizio (istituto comprensivo Da Vinci) e Dall'Aglio in via Terrachini (Istituto Pertini 1). Inoltre sono in forse diversi altri plessi nel forese a Ovest e a Est della città. Probabilmente non arriveranno al minimo di alunni previsto dalla normativa per formare le classi, ma l'Ufficio scolastico provinciale sta studiando con i dirigenti il modo di attivarle ugualmente per non deludere le aspettative delle famiglie. In soli tre anni, dal 2017-2018, la scuola primaria reggiana ha perso complessivamente 450 iscritti. Rispetto all'anno scorso la contrazione ha riguardato il tempo normale a 27 ore, mentre è continuata ad aumentare la domanda del tempo pieno a 40 ore settimanali. Questo modello scolastico dovrebbe corrispondere alle esigenze di una società come la nostra che ha con un alto tasso di occupazione femminile. Eppure nella nostra città viene scelto solamente per il 44,8% dei bambini, nonostante l'impegno per diffonderlo confermato da Raffaella Curioni, assessore comunale all'Istruzione, e da Paolo Bernardi, dirigente dell'Ufficio scolastico territoriale. A Modena tale opzione arriva all'87%. Sono stabili, invece, le iscrizioni alla prima media. Ne sono pervenute 1.631. La variazione registrata nell'ultimo decennio, più 10, è minima. Viene giudicata positivamente l'esperienza della “Scuola Diffusa”, attuata per consentire la riapertura delle scuole rispettando il distanziamento e le altre misure di prevenzione del contagio da Covid-19. Il trasferimento di alcune classi ai Musei civici, in un agriturismo e in altri luoghi didatticamente stimolanti ha avuto tale successo che si sta pensando di darvi seguito quando l'emergenza sanitaria sarà finita. —
L.S.
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